Primaluce, un magnifico rosato targato Cantine Carpentiere

E’ un sole caldo ed avvolgente quello che sta accompagnando questi ultimi giorni di agosto e noi non abbiamo alcuna intenzione di sprecarlo. Decidiamo, perciò, di fare tappa in Puglia, terra che nelle scorse settimane abbiamo percorso in lungo e in largo, per regalarci uno degli ultimi momenti di relax di questa estate 2018.

Mattinata a Trani, passeggiando tra turisti e pescatori a pochi metri dalle barchette ancorate nel porticciolo, quindi trasferimento a Barletta, dove abbiamo prenotato per pranzo.

Destinazione “Antica Cucina dal 1983”, elegante ristorante situato in Piazza Marina che ci ha davvero colpito per la qualità e la raffinatezza delle pietanze servite.

Ad accoglierci ed accompagnarci in questo bel percorso gastronomico è il vulcanico Lello che da solo merita una trasferta da quelle parti.

Naturalmente, accendiamo i riflettori sul vino bevuto e, tanto per segnalarlo, diciamo che è stato piacevole ricevere una carta dei vini voluminosa e ben organizzata.

Paese che vai, vini che trovi. Pur essendo stati tentati da un paio di Chablis, abbiamo voluto omaggiare la Puglia lanciandoci sul rosato prodotto dalle Cantine Carpentiere: il “Primaluce” Castel del Monte Docg Bombino Nero.

Il colore è rosa acceso con riflessi che virano verso l’arancia rossa. Al naso regala note di piccoli frutti rossi, mora, ribes e mirtillo, sentori di macchia mediterranea, erbe aromatiche e fiori di campo. In bocca è fresco ed equilibrato. Interessante la sensazione minerale che si scioglie durante il sorso in un leggero fruttato. Discretamente tannico propone garbata acidità e intrigante sapidità. Il finale è delicato, elegante.

Si tratta di un vino da abbinare a primi piatti a base di pesce, magari risotti, ma anche a secondi grigliati o in umido, zuppe di verdure e carni bianche.

Noi lo abbiamo sorseggiato al fianco di un antipasto di capesante scottate su vellutata di zucchine e bottarga e ad un pacchero al ragù di granchio e possiamo dire che si è trovato assolutamente a suo agio (non a caso abbiamo ordinato una seconda bottiglia).

Il prezzo è di circa 13 euro in enoteca, intorno ai 20 al ristorante, e a nostro avviso si tratta di soldi ben spesi.

Cos’altro aggiungere? Ah, sì: provatelo!

P.s. Se andate a pranzare all’Antica Cucina chiedete a Lello di accompagnarvi in cantina. E’ un posticino incantevole, regno, tra l’altro, dei vini targati Valentini che noi amiamo particolarmente (ma questa è un’altra storia).

Incursioni pugliesi: passione Primitivo col Memoria 2016

Stiamo per entrare nel periodo più intenso dell’estate e, con un sentimento di profonda solidarietà dedicato a chi è costretto a stare in ufficio a lavorare, ci siamo regalati qualche giorno di vacanza. Direzione Puglia, per un giro assolutamente straordinario tra bellezze paesaggistiche, spiagge incantate, storia, cultura e, naturalmente, delizie enogastronomiche.

Le prime, visto che siamo su DiVini Racconti, ve le risparmiamo e passiamo direttamente al reparto enogastronomico annunciandovi che oggi vi proporremo un nettare scuro che ha fatto conoscere la Puglia in tutto il mondo. Si tratta del Primitivo di Manduria che, dopo essere stato utilizzato per lungo tempo come un rinforzo per vini ben più blasonati del Piemonte e della Francia, è riuscito ad emergere grazie soprattutto all’impegno e alla costanza dei produttori locali.

Nel dettaglio, parliamo del Memoria prodotto con uve 100% Primitivo dalla storica cooperativa tarantina Produttori Vini di Manduria.

Noi lo abbiamo incontrato ad Alberobello, presso il caratteristico ristorante Il Pinnacolo situato in un delizioso trullo.

Il colore è rosso rubino intenso con lievissime sfumature tendenti al granata. Al naso regala sentori netti di frutti rossi maturi (amarene, prugne, mirtilli e gelsi, cui si affiancano note di sottobosco e una lievissima sensazione balsamica. In bocca è caldo e avvolgente. Interessante il tannino che accompagna il sorso senza mai aggredire il palato e che si scoglie in un finale lungo e piacevolmente fruttato.

Si tratta di un vino di buona struttura in grado di impreziosire pranzi importanti a base di pietanze della tradizione pugliese e, più in generale, meridionale. Noi lo abbiamo innanzitutto apprezzato su un lungo antipasto fatto di salumi, formaggi, verdure fritte e grigliate, e carni stufate, ma è sulle orecchiette alle cime di rapa (meravigliosamente piccanti) che abbiamo avuto modo di innamorarci.

Quanto al prezzo, siamo di fronte ad una autentica occasione: pagato meno di 15 euro al ristorante è possibile trovarlo in enoteca anche ad 8. Insomma, un prodotto che fonde storia del territorio, piacere ed economicità. Vi serve altro per acquistarlo?

Vinitaly: Commenda Magistrale, il Paradiso del Primitivo

Tra le degustazioni del Vinitaly che intendiamo assolutamente segnalarvi c’è quella offertaci dall’azienda pugliese Commenda Magistrale, grazie alla preziosa indicazione dell’amica e collega Carmen Guerriero (che ringraziamo anche per le fotografie, ndr.) con cui abbiamo condiviso bei momenti della trasferta veronese organizzata dalla truppa di Winefredane.

Si tratta di una realtà agricola consortile di Maruggio, in provincia di Taranto, nata intorno ad un frantoio alla fine dell’800, tant’è che è famosa per gli olii che produce, ma che una decina d’anni fa ha iniziato ad imbottigliare vini prodotti dalle uve dei 25 ettari vitati di proprietà.

Naturalmente, parliamo di Primitivo che ci viene presentato, sempre in purezza, sotto diverse sfaccettature dal simpatico ed appassionato sommelier Pietro Carmelo Mitrangolo. Al suo fianco, la titolare dell’azienda Rosy Bovo e sua figlia Veronica Bruno, ma non possiamo non menzionare il marito, Vincenzo Bruno, che, però, non ha partecipato alla manifestazione veronese per sbrigare le pratiche aziendali.

Partiamo con il Racemus 2015. Vino dal colore rosso acceso, brillante, che si presenta secco e caldo, vestito di fiori e frutti rossi maturi. Vino di buona struttura che matura in acciaio. Commenda Magistrale 5

Quindi passiamo al Palù 2013. Vino dal grado alcolico importante (siamo intorno al 15%) che si contraddistingue per le belle note di frutti maturi, tabacco fresco ed una componente dolce che ricorda la pasta di mandorla. Vino ancora giovane che annuncia bei margini di crescita nel tempo.

A questo punto, il nostro Virgilio, Pietro Carmelo, decide di farci provare un’esperienza sensoriale. Così, dopo il primo assaggio, riempiamo nuovamente i calici di Palù per assaggiarlo insieme a dei paté dalla crescente intensità aromatica. Commenda Magistrale 2

Il primo è ai carciofi e la sua delicatezza sembra soccombere sotto il frutto del Palù, pur regalando un bel contrasto di sapori. Quindi, passiamo al paté di olive che riesce con la sua intensità aromatica a pareggiare il conto con il vino dando vita ad un abbinamento pienamente equilibrato.

Ultimo step: paté al pomodoro secco. I ruoli si invertono ed è l’acidità di quest’ultimo a prevalere sulla dolcezza del vino, anche qui dando vita ad un magnifico contrasto di sapori.Commenda Magistrale 4

Terminato il percorso è il momento di tornare alla degustazione in senso stretto e, quindi, di passare al Supremo 2013. Vero cavallo di razza della scuderia, riposa in barriques di primo passaggio per circa un anno. E’ un’esplosione di frutti maturi, potente ed elegante allo stesso tempo, e si caratterizza per una bella nota di confettura di ciliegie. Non a caso, la nostra guida ci invita a provarlo sia con formaggio e confettura che con salame per farci cogliere da un lato l’assimilazione tra il sapore del vino e quello del cibo, dall’altro il bel contrasto che ne deriva.

Naturalmente, la degustazione non poteva che terminare con il dolce. Per cui eccoci ad assaggiare il Diciotto, frutto di una vendemmia tardiva che per colore ricorda un vino marsalato. In bocca è miele tostato, frutta candita, note balsamiche e una piacevole punta piccante. Un vino davvero straordinario che può chiudere il più sontuoso dei banchetti.

Cosa aggiungere? Ah, sì: provate questi vini!