Il maiale nella tradizione gastronomica sannita: appuntamento al Fefè di Apice

Tutto pronto per l’iniziativa intitolata “Nel segno del maiale” promossa dal Fefè di Apice Vecchia per la giornata di domenica 11 marzo, a partire dalle 13. Un appuntamento organizzato in collaborazione con la Federazione Italiana Cuochi e lo chef Felice Vernacchio che servirà ad accendere i riflettori sulla tradizione sannita della macellazione del maiale, ma anche a far emergere la grande versatilità di questo animale in termini gastronomici.
Il menù fisso prevede un entrée di benvenuto a base di fegato aromatizzato con erbe spontanee, cipolle degli orti apicesi in agrodolce, sformatino di stracotto con sedano e papaccelle. Dunque, i “reginielli” al ragù di maiale, minestra maritata in pagnotta di pane, uovo ‘mpriatorio, ceculiata (carne di maiale, peperoni e patate) e dolce.

Il costo è di 30 euro a persona e include anche il vino Aglianico del Sannio. E’ obbligatoria la prenotazione.
Per info e prenotazioni potete inviare una mail a faregusto@gmail.com oppure chiamare ai seguenti numeri: 333 8950032 – 333 6984675

 

 

Tra cucina del territorio, vini e cultura: Fefè illumina il borgo fantasma

Oggi andiamo ad Apice Vecchia, in uno di quei locali che riescono a farsi largo nel cuore delle persone con una facilità estrema. Le ragioni? Tante:  buon cibo, interessante scelta di vini, personale qualificato, bell’ambiente e un contesto paesaggistico davvero affascinante. Stiamo parlando del Fefè, dinamica realtà nata dall’idea e dalla passione dei fratelli Felice, Antonella e Rita Pepe.

Personalmente, l’ho conosciuto grazie a due cari amici, Luana e Michele, e non posso far altro che ringraziarli per questo, ma per presentarlo a voi ho deciso di fare quattro chiacchiere con uno dei titolari: Antonella.

«Fefè -racconta- nasce nel maggio del 2016 con l’obiettivo di valorizzare il cuore antico di Apice e quanto di buono offre il territorio. Mi riferisco, chiaramente, alle eccellenze enogastronomiche, tant’è che fungiamo da vera e propria vetrina per molte aziende della zona».

Quello di Apice Vecchia è un borgo fantasma in provincia di Benevento, a confine tra il Sannio e l’Irpinia, rimasto abbandonato a seguito del terremoto del 1962 (anche se qualche temerario è riuscito a resistere fino a quello del 1980), in grado di regalare emozioni fortissime al viaggiatore che vi fa tappa.

«La bellezza -conferma Antonella- è stata determinante nella scelta del posto in cui aprire l’attività, ma c’è anche un legame affettivo fatto di tradizioni e vecchie storie. Siamo in un borgo in cui erano la genuinità, la condivisione e la prossimità a caratterizzare la vita della comunità e recuperare tali valori ha rappresentato per noi una sfida entusiasmante».

La scelta, per quanto suggestiva, è stata coraggiosa. Trattandosi di un luogo disabitato, infatti, è necessario raggiungerlo di proposito. Il livello del servizio e la varietà della proposta del locale, però, hanno fatto davvero un buon lavoro, tant’è che Fefè è oggi una realtà nota ed affermata.

D’altro canto, chi viene qui non trova solo alimento per lo stomaco, ma anche per la mente. Con frequenza vengono organizzate serate che associano all’enogastronomia concerti, dibattiti o presentazioni di libri e il pubblico risponde con entusiasmo.

«Abbiamo voluto promuovere e coniugare cucina e cultura -spiega Antonella-, da un lato proponendo piatti legati alla stagionalità e al territorio, con un menù che cambia ogni settimana, dall’altro accendendo i riflettori su musicisti, scrittori e intellettuali e organizzando momenti di riflessione come quello che si terrà il prossimo 28 gennaio in occasione della giornata della memoria».

Insomma, siamo di fronte ad un locale versatile in grado di soddisfare davvero le esigenze di tutti.

Ma come ben sapete, noi di Divini Racconti abbiamo una passione particolare per il vino e non possiamo non segnalare la bella cantina allestita all’interno. «Anche io -sottolinea Antonella- sono una amante del vino e le basi della cantina sono state poste sulla mia esperienza personale. Naturalmente, nel corso del tempo, grazie anche al confronto con molti nostri clienti, il bagaglio di conoscenze si è ampliato e con esso la quantità e la varietà di bottiglie. Oggi, dunque, possiamo contare su una vasta scelta di nettari campani, soprattutto provenienti da Irpinia e Sannio, ma anche su un discreto numero di etichette nazionali».

Prima di lasciare Antonella alle sue cose, le porgiamo un’ultima domanda: qual è il piatto del tuo locale che mangi più volentieri e a quale vino lo abbini?

Non ha esitazioni: «Io amo la carne per cui mi lancio su un “Chianina Gourmet”, hamburger prodotto con sette tagli scelti di Chianina, cotto al sangue, e ci abbino l’Aglianico del Taburno “’U Barone” di Torre a Oriente».

Cos’altro aggiungere? Forse un po’ di info: Fefè è aperto nei fine settimana, dal venerdì alla domenica, in orario serale. Tuttavia, la domenica a pranzo è possibile partecipare a specifici percorsi di gusto che vengono segnalati sia sulla pagina facebook del locale che sul sito www.fefelounge.com. Per conoscere le attività in programma è anche possibile chiamare al numero 3338950032. Si consiglia sempre la prenotazione.