“Sapori antichi – Dal Wild West all’Irpinia” sulle orme di Sergio Leone

TORELLA DEI LOMBARDI (AVELLINO) – “Sapori antichi – Dal Wild West all’Irpinia”: il centro storico di Torella del Lombardi (Avellino), con il suggestivo Castello Candriano, dal 27 al 29 luglio celebrerà le radici del suo illustre concittadino Sergio Leone diventando un grande set a cielo aperto e trasformandosi per l’occasione in un villaggio in perfetto stile western. Tre giorni di eventi che, sotto la direzione artistica di Roberto D’Agnese per Omast Eventi, rievocheranno la leggendaria figura del cineasta che dall’Irpinia conquisto Hollywood.

Giunto alla XXIV edizione e promossa dalla Pro Loco Candriano di Torella dei Lombardi, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Torella dei Lombardi ed una serie di associazioni presenti ed attive sul territorio, l’evento, tradizionalmente votato a riproporre le antiche tradizioni culinarie del paese, si è arricchito in questi ultimi due anni aprendo questo pagina interessantissima dedicata al western. Anche quest’anno ci sarà una contaminazione western, dove sarà possibile percorrere un ricco e variegato percorso enogastronomico irpino immersi nei suoni e nei colori del folklore campano.

L’obiettivo di “Sapori Antichi” è quello di riprendere gli aspetti peculiari e caratteristici dei tanti film western del noto regista: ambientazione, scenografie, musiche, giochi e cibo del lontano West che si intrecciano con i suoni e con i sapori della cultura irpina.

Tante le sorprese e le novità dell’edizione 2018. Soprattutto per chi deciderà di partecipare all’evento indossando abiti in tema western o tipico irpino. A loro sarà dedicata la serata finale con il concorso “Il Buono, Il Brutto e l’Irpino” che vedrà la partecipazione di Gianni Simioli, di Nicola Canonico e di Mario Zamma. Ci sarà la possibilità di portare, per chi ne possiede uno, anche il proprio cavallo che parteciperà Concorso Snaky. La premiazione è sempre prevista per la serata conclusiva. Ci si può iscrivere al concorso entro domenica 22 luglio (inviando una mail a prolococandriano@outlook.it oppure chiamando al 327/5568671)

L’evento avrà inizio venerdì 27 luglio a partire dalle 20.00 in piazza Sergio Leone con il raduno dei gruppi folcloristici irpini “Li Lassa e Piglia” e la Scuola di Tarantella Montemaranese. Alle ore 21.00 esibizione degli alunni della classe IV B dell’Istituto Comprensivo “Criscuoli” sulle note della colonna sonora del film “Il buono, il brutto e il cattivo”. A seguire i suoni antichi con i Bottari di Macerata Campania. Alle ore 21.30, presso il villaggio western, esibizione “L’Arpa e il Violino”, esecuzione di colonne sonore a cura di Verdania Leone e Ivan Barbone.

Ricco anche il programma di sabato, 28 luglio, in piazza Sergio Leone, alle ore 21.00, esibizione de I Moifà. A seguire live de I Scommonecati. Presso il villaggio western, alle ore 21.30 esibizione “L’Arpa e il Violino”, esecuzione di colonne sonore a cura di Verdania Leone e Ivan Barbone. A seguire Sarcinel Country Band e “La vera storia del caciocavallo a dondolo”, spettacolo teatrale a cura della compagnia Clan H “Go West! Go Irpinia! Ossia la vera storia del caciocavallo a dondolo”, con Salvatore Mazza, Andrea De Ruggiero, Santa Capriolo, Felice Cataldo e Laura Tropeano.

Per domenica, 29 luglio, alle ore 21.00, in piazza Sergio Leone, esibizione de Le Ninfe della Tammorra. A seguire estrazione lotteria e premiazione del concorso “Il Buono, il Brutto e l’Irpino” con la partecipazione del conduttore Gianni Simioli, dell’attore Nicola Canonico e dello showman Mario Zamma. Presso il villaggio western, alle ore 21.30 si esibiranno l’Orchestra western e a seguire Barabba Blues.

Ricca e gustosa anche la gastronomia. Ogni sera sarà possibile gustare caciocavallo impiccato, pizzilli, salsicce e fagioli e tantissime altre specialità locali. Sarà possibile, inoltre, anche pranzare sia sabato, 28 luglio, alle ore 13.00 presso il Villaggio western con il pranzo dal titolo “Giù la testa” che domenica, 29 luglio, presso il castello Ruspoli Candriano, con il pranzo dello chef Eduardo Portanova. Il pranzo dello chef comprenderà ricottina di latte podolico in pasta kataifi su vellutata di zucchine, petali di fiore di zucca in pastella e culis di pomodoro San Marzano, pacchero di grano biologico con ragù alla genovese di agnello al profumo di maggiorana e di tartufo estivo, millefoglie di maialino con porcino reale e julienne di provola ed un dolce “Espressione di castagna”. Per i due pranzi è necessario prenotare entro domenica 22 luglio. (inviando una mail a prolococandriano@outlook.it oppure chiamando al 327/5568671).

L’evento, unico nel suo genere, farà da vetrina ad uno dei paesi più caratteristici dell’Irpinia, che ha tanto ancora da mostrare e tanto da raccontare. Per informazioni: tel. 0827.49291 (Ufficio Turistico) – Presidente Pro loco Marco Buonamico 327/5568671

Stati Uniti, Vinitaly ancora protagonista

Vinitaly sempre più protagonista negli USA, dove nei primi quattro mesi del 2018 il vino italiano registra performance migliori della media-mercato, pur con una crescita timida a valore che risente dell’euro forte. Il risultato complessivo è un incremento dei volumi (+4,4%) e un dell’1% in valore, con 544,7 milioni di euro (dato Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor) .
L’Italia rimane il principale Paese fornitore degli USA anche in questa prima parte dell’anno, ma la competizione, con particolare riguardo alla Francia, è molto serrata.
Per questo Vinitaly prosegue con il proprio programma internazionale di eventi business e formazione – sono già 47 gli Italian Wine Ambassador statunitensi formati tramite le iniziative della Vinitaly International Academy, mentre i buyer accreditati provenienti dagli USA all’ultima edizione di Vinitaly sono stati oltre 7 mila – ed è stato presente dal 30 giugno al 2 luglio al Padiglione italiano del Summer Fancy Food Show nell’ambito del piano di promozione straordinaria del made in Italy curato da Agenzia ICE in collaborazione con Federalimentare, Cibus, Tuttofood e Vinitaly, che ha presentato oltre 300 aziende sotto il segno distintivo del claim “The Extraordinary Italian Taste”.
In questa occasione, il Vinitaly Wine Bar ha offerto ai buyer del trade e del canale ho.re.ca l’opportunità di conoscere e degustare oltre 600 vini selezionati in collaborazione con il consorzio Italia del Vino, lungo le tre giornate della rassegna, che è terminata ieri, ciascuna dedicata a una zona produttiva diversa: Trento doc, Sicilia Doc e Chianti Classico.
«Gli Stati Uniti sono il principale mercato mondiale della domanda di vino e lo saranno ancora per molto tempo. In questo senso è indicativo ciò che è emerso dall’outlook Vinitaly-Nomisma sulle abitudini al consumo negli Usa: oltreoceano il primo target è rappresentato dai giovani dai 21 ai 35, mentre in Italia l’età dei top consumer è molto più alta. Un dato questo che la dice lunga anche sul fascino esercitato da una bevanda sempre più status symbol per i giovani statunitensi», commenta Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere.

Dalla terra alla tavola: torna “Regio Tratturo & Friends”

Dalla terra alla tavola, nel cuore dell’Irpinia. Torna Regio Tratturo & Friends, il farm festival sul consumo consapevole giunto alla sua nona edizione, in programma sabato 23 giugno ad Ariano Irpino (Avellino).

Comprendere i legami fra agricoltura e consumo consapevole del cibo è essenziale per la sostenibilità del pianeta. E’ con quest’obiettivo che Regio Tratturo & Friends vuole contribuire a sensibilizzare i consumatori verso stili di vita più salutari e consapevoli, in grado di generare piccoli cambiamenti nella loro vita quotidiana a sostegno di un’agricoltura più sostenibile. L’appuntamento è il 23 giugno all’Agriturismo Regio Tratturo di Ariano Irpino, con partenza alle ore 9 per la registrazione dei partecipanti, con colazione di rinforzo e presentazione del Farm Festival.

La prima iniziativa sarà dedicata alla realizzazione di un orto verticale salvaspazio, per quanti vogliono coltivare un orto con le proprie mani ma hanno a disposizione solo un semplice balcone. Un corso pratico su come realizzare in modo semplice ed economico un orto su pareti verticali o sul balcone di casa, dalla scelta del terreno per le principali piante orticole, al loro periodo di semina, irrigazione ed epoca di raccolta, con alcuni consigli pratici sui materiali low-cost da impiegare, senza rinunciare ad ortaggi freschi a km 0 in diversi periodi dell’anno. Alle ore 11, i partecipanti si cimenteranno in un corso di cucina “dalla terra alla tavola”, iniziando dalla scelta delle materie prime con la raccolta degli ortaggi nei campi dell’agriturismo, all’elaborazione dei piatti tipici della cucina irpina. Quindi degustazione guidata dell’olio di oliva con Mena D’Avino, Slow Food, Condotta “Irpinia Colline dell’Ufita e Taurasi”: un’introduzione al concetto di qualità, caratteristiche positive e difetti sensoriali, percezione dei consumatori, significato di extravergine, degustazione di alcune varietà tipiche irpine, tra cui la cultivar storica Ravece e il suo olio extravergine “Irpinia-Colline dell’Ufita DOP”. Nel pomeriggio con Rosa Pepe del CREA (Centro di Ricerca per l’Orticoltura e il Florovivaismo di Pontecagnano) confronto sul potere della biodiversità in agricoltura, recupero e valorizzazione del patrimonio genetico vegetale dell’agricoltura mediterranea; a seguire focus sulla produzione di liquori artigianali, la scelta delle erbe, riti magici e leggende, ricette e tradizioni, quindi introduzione all’apicoltura, dalla teoria alla pratica, per avvicinarsi al mondo delle api con curiosità, conoscere la loro organizzazione sociale, il loro linguaggio, la loro fisiologia; sapere qualcosa in più sul miele, la smielatura, i prodotti dell’alveare e i primi passi per diventare un vero apicoltore. La giornata proseguirà con lo yoga tra gli ulivi dell’agriturismo con Ilio Ragucci, musico terapista e insegnante Yoga e Shiatsu. Infine, cena spettacolo con gli Stragatti a ritmo di swing, boogie-woogie, surf e twist.

Regio Tratturo & Friends vuole concentrarsi su una delle principali sfide dell’umanità: quella di nutrire una popolazione in costante crescita senza danneggiare l’ambiente, preservando le risorse naturali del pianeta per le generazioni future e garantendo una gestione sostenibile dei processi produttivi. Accrescere dunque la consapevolezza dei consumatori è un elemento fondamentale per poter sostenere un’agricoltura più sostenibile e diversificata, senza scaricare sulle generazioni future, costi e danni all’ambiente al momento invisibili Piccole azioni di noi consumatori, applicate in maniera responsabile tutti i giorni, possono decisamente contribuire positivamente alla sostenibilità del nostro pianeta.

Al Marriott di Milano, tra i big francesi un meraviglioso Lessona targato Massimo Clerico

E’ stata una giornata davvero intensa quella del 28 giugno scorso. Presso l’Hotel Marriott di Milano, infatti, è andato in scena il wine tasting promosso da Sarzi Amadè. Un appuntamento davvero straordinario per gli addetti ai lavori, che hanno potuto confrontarsi con prodotti di altissimo livello.

La truppa avellinese targata Garofalowine non poteva che essere capitanata da Luigi e Gerardino Garofalo e comprendere il sottoscritto e l’ormai immancabile Giuseppe Reppucci.

I banchi d’assaggio, come detto, erano notevoli e sotto i riflettori si sono immediatamente posizionate le aziende francesi provenienti soprattutto dal bordolese e dalla Borgogna (ma anche la Champagne e la Provenza avevano da dire la propria). Nomi come Chateau Palmer, Chateau Figeac, Chateau d’Yquem, Méo Camuzet, Armand Rousseau e Dominique Laurent (solo per citarne alcuni) non hanno bisogno di presentazioni, ma anche la truppa italiana si è difesa bene. Interessanti i Barolo proposti da Poderi Aldo Conterno, così come i nettari di Antoniolo.

A colpirci, però, è stato in particolare Massimo Clerico, perciò è proprio su di lui che punteremo i calici in questa sede. Erede di una famiglia di vignaioli attiva già dal ‘700, Massimo Clerico produce nella sua azienda situata a Lessona, in provincia di Biella, vini di alta qualità lavorando vitigni tipici del territorio: Nebbiolo, Vespolina, Croatina e Uva Rara.

Il nettare assaggiato al Marriott è il Lessona Riserva 2011 (ma abbiamo avuto modo di apprezzare anche la Spanna 2013).

Il colore è di un bel rosso carico con sfumature granata. Al naso lascia emergere intense note di frutti rossi maturi, confettura di amarene e fiori di campo che cedono lentamente il posto a richiami più freschi, marcatamente balsamici. L’impatto in bocca è netto, potente. Il frutto avvertito al naso si ripresenta caldo e avvolgente. Notevole la componente minerale che viene fuori durante il sorso così come la retro delicatamente al tabacco. Vino equilibrato che ha davanti a sé ottimi margini di invecchiamento, pur essendo già in grado di regalare emozioni.

Da gustare, a nostro avviso, anche da solo, ma ottimo per accompagnare arrosti di carne rossa, selvaggina, risotti e formaggi di lunga stagionatura.

Il prezzo è di circa 45 euro in enoteca. Da provare assolutamente!

 

 

 

 

Ciak Irpinia: un passo lungo la strada dell’eccellenza

L’Irpinia e la sua tradizione enologica protagoniste della seconda edizione di Ciak Irpinia. Un evento organizzato dal Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia per la promuovere del territorio e le sue eccellenze, ma anche per conoscere la storia e i volti degli interpreti di un terroir dal potenziale enorme.
Il 19 maggio, nel Castello della Leonessa a Montemiletto, è andata in scena la leggenda dei vini. In passerella il Greco di Tufo, il Taurasi, il Fiano di Avellino e la Falanghina, in uno scenario suggestivo che ha accolto esponenti della stampa internazionale.

La giornata è stata intensa e ben articolata: in mattinata spazio ai tecnici con un blind tasting alla cieca per analizzare l’esito di un’annata particolare come quella del 2017 per i bianchi e del 2014 per i Taurasi. Subito dopo il prof. Luigi Moio ha ha dato il via ad una sessione di approfondimento per presentare i lavori della Commissione Tecnica Territoriale composta da enologi operanti nel territorio irpino. Infine, dalle 14.00 fino alle 20.00, una degustazione itinerante tra i banchi d’assaggio dei 52 produttori consorziati, arricchita da esecuzioni food e spettacoli musicali e in costume d’epoca.
Tre momenti diversi per capire, promuovere e conoscere il mondo dell’enologia irpina nella sue molteplici sfumature. Un modo intrigante per legare un luogo ad un vino riuscendo nell’obiettivo di sviluppare quel turismo eno-culturale che farebbe tanto bene all’Irpinia.

“Ciak Irpinia è solo un’altra tappa nel processo di promozione e valorizzazione del territorio che come consorzio stiamo mettendo in campo – spiega il presidente Stefano Di Marzo –. Le nostre denominazioni sono conosciute in tutto il mondo, ma pochi ne conoscono il luogo d’origine, per questo crediamo che iniziative come questa facciano bene al vino, ma soprattutto all’Irpinia”.
Un giudizio meramente tecnico quello del prof. Luigi Moio: “La scorsa annata è la riprova del potenziale che ha il territorio irpino. Il caldo dell’estate del 2017 non ha fatto nulla di male ai nostri vitigni, perché di inverno l’Irpinia è interessata da fenomeni nevosi e piovosi. Questo fa sì che i suoli argillosi trattenendo l’acqua non risentano della siccità in estate. Certo c’è stata una produzione più bassa, ma dovuta soprattutto alle gelate tardive. Tuttavia la qualità è stata altissima: dalla degustazione emerge che tutto era perfetto, sia zucchero che acidità: i vini sono davvero equilibrati”.

Dalle parole del patron di Quintodecimo si evince che il blind tasting ha premiato gli attori principali di questo Ciak Irpinia, i viticoltori, coloro che vivono le vigne, coloro che patiscono e gioiscono a seconda dei capricci della natura, coloro che hanno sposato in toto la causa del Consorzio intuendo la capacità di vincere insieme nel segno dell’Irpinia. Una sfida che come ricorda Piero Mastroberardino fu lanciata proprio da sua padre, Antonio, il quale con grande lungimiranza segnò le prime fasi di un sodalizio che oggi inizia a dare i suoi primi frutti.

Corso universitario in Wine Business: al via a Salerno la settima edizione

Dopo il grande successo delle precedenti sei edizioni, l’Università degli Studi di Salerno, Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche, promuove la settima edizione del Corso di Perfezionamento Universitario in Wine Business.

Diretto dal Prof. Giuseppe Festa, il Corso in Wine Business si propone di formare figure professionali esperte in economia, amministrazione, management, marketing e comunicazione delle iniziative imprenditoriali nel comparto vitivinicolo. Destinatari dell’iniziativa sono operatori attualmente impegnati nel comparto (ai fini di un miglioramento della propria qualificazione professionale) o potenzialmente interessati a lavorare nel mondo del vino ai fini della gestione dell’impresa vitivinicola e dei progetti wine-based (consulenza amministrativa fiscale e direzionale, formazione, eventi, ecc.), così come docenti presso le Scuole Secondarie Superiori professionalmente interessati alle materie economico-aziendali afferenti al comparto vitivinicolo.

Per la settima edizione il Corso conferma l’accesso a laureati (che conseguiranno il titolo di Corso di Perfezionamento Universitario) e diplomati (che conseguiranno il titolo di Corso di Aggiornamento Culturale), purché in possesso di adeguata esperienza nel mondo del vino. Sono inoltre previste tre borse di studio a rimborso delle quota d’iscrizione messe a disposizione dall’Amministrazione Provinciale di Avellino.

Il Corso si svolgerà in collaborazione con numerosi e importanti partner: Osservatorio dell’Appennino Meridionale (Consorzio tra Regione Campania e Università degli Studi di Salerno), Amministrazione Provinciale di Avellino, Fisar – Federazione Italiana Sommelier Albergatori Ristoratori – Coordinamento Sud, Fondazione Italiana Sommelier – Campania, ONAV – Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino – Italia, SES – Scuola Europea Sommelier – Italia, Associazione Nazionale “Città del Vino”, Consorzio Tutela Vini d’Irpinia, Sannio Consorzio Tutela Vini, Consorzio Tutela Vini Campi Flegrei Ischia e Capri, Consorzio Tutela Vesuvio, Consorzio Vita Salernum Vites, Movimento Turismo del Vino – Campania, AssoEnologi – Campania, Federazione Regionale degli Ordini dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Campania, Ordine dei Tecnologi Alimentari di Campania e Lazio, Vitigno Italia, Slow Food Condotta Salerno, Associazione Universitaria UniSapori, Miriade & Partners, Consorzio Ismess e numerosi altri enti istituzionali del mondo del vino a livello nazionale e internazionale, tra cui l’EuroMed Research Business Institute con il “Wine Business Research Interest Committee” (coordinato dal Prof. Giuseppe Festa).

Il Corso avrà una durata complessiva di cento ore e si svilupperà in venti lezioni, ciascuna della durata di cinque ore, presso l’Università degli Studi di Salerno o, per particolari esigenze didattiche, anche in ambienti esterni all’Università, anche in occasione di visite aziendali. Ogni lezione vedrà la partecipazione di un docente, di un’azienda vitivinicola chiamata a illustrare la propria storia imprenditoriale e di un sommelier/degustatore/assaggiatore. Anche nella settima edizione del corso ci sarà l’analisi, svolta in ogni lezione a cura della Condotta Slow Food Salerno, delle principali caratteristiche delle più importanti e più diffuse cucine/gastronomie del mondo, allo scopo di agevolare l’abbinamento cibo-vino e di conseguenza facilitare i percorsi d’internazionalizzazione delle vendite dei vini italiani. Tutte le informazioni sul corso sono reperibili all’indirizzo www.winebusiness.unisa.it (il termine di scadenza per le iscrizioni è il prossimo 25 Maggio).

 

AD 49: lo spumeggiante Vermentino di Sardus Pater

E’ un mese di maggio piuttosto capriccioso. Pioggia e schiarite si susseguono incessantemente e riuscire a vestirsi in maniera adeguata è sempre una sfida avvincente. Una cosa, però, in tanta incertezza possiamo darla per assodata: un buon bicchiere di vino è sempre un’ottima idea. Così, approfittando di un magnifico raggio di sole che ha appena fatto la sua comparsa, decidiamo di lanciarci su un nettare rigorosamente bianco: un Vermentino sardo.

Scegliere non è semplice, visto che sono diverse le aziende che ne producono di ottima qualità, ma alla fine a venirci in aiuto è il ricordo di un bell’incontro fatto qualche settimana fa al Vinitaly nello stand della Sardegna.

Si tratta della cantina Sardus Pater, realtà dell’isola di Sant’Antioco, nella zona del Sulcis, che oltre ad essere famosa per le notevoli espressioni di Carignano (in passato vi abbiamo parlato di Is Arenas), propone dei nettari bianchi davvero straordinari. Per l’occasione, vi presentiamo addirittura una bollicina: il Metodo Classico AD 49.

Parliamo di uno spumante figlio di uve Vermentino in purezza il cui nome è legato all’anno di nascita dell’azienda, il 1949.

Il colore è giallo paglierino e presenta un perlage fine e discretamente persistente. Il naso è intrigante con i suoi fiori di campo che ben si mescolano ad una notevole sensazione fruttata che vira all’agrumato e all’aroma di pane appena sfornato. In bocca a colpire è una delicata nota minerale che impreziosisce un sorso pulito, fresco ed elegante.

E’ il classico vino da aperitivo, ma da non sottovalutare a tutto pasto. Da abbinare sicuramente sulle insalate di mare e sul crudo, ma anche ai formaggi freschi.

Il prezzo in enoteca è di circa 30 euro, una cifra a nostro avviso assolutamente adeguata alla qualità del prodotto. Provatelo!

“Taurasi Vendemmia”: tre giorni di cultura, enogastronomia e tradizione

Al via oggi (venerdì 11 maggio) “Taurasi Vendemmia”, evento dedicato al Taurasi prodotto a Taurasi, promosso dai Comuni di Taurasi (capofila) e di Sant’Angelo all’Esca e finanziato dalla Regione Campania nell’ambito del POC 2014-2020 (linea strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”).

“Taurasi Vendemmia” si svolgerà a Taurasi fino al 13 maggio e propone una carrellata di iniziative con l’obiettivo di dare vita ad un unico evento, fortemente integrato nel tempo e nello spazio ed in grado di dare una rappresentazione esaustiva delle potenzialità di un territorio che, grazie al vino, punta a farsi conoscere da platee di visitatori ed appassionati sempre più vaste, attraverso la valorizzazione delle tipicità locali e le tradizioni culturali. Tratto unificante è la ruralità intesa sotto il profilo produttivo, ma anche culturale ed antropologico.

Ricco il programma, sotto la direzione artistica di Valerio Ricciardelli, che si snoderà nell’arco dei tre giorni. Si inizia oggi alle ore 12.00 con le visite guidate per gli enoturisti alle aziende vitivinicole del territorio di Taurasi. Nel pomeriggio, alle ore 17.00, sarà la volta delle visite al centro storico di Taurasi, partendo dal Castello Marchionale che è il centro del borgo di Taurasi, sede dell’enoteca regionale dei vini d’Irpinia, polo culturale dedicato all’enologia e sarà proprio presso il Castello che a partire dalle ore 18.00 si aprirà il Banco d’assaggio con degustazione di Taurasi Dop per il pubblico con servizio sommelier alla presenza dei rappresentanti delle aziende vitivinicole. Alle ore 19.00 spazio alla musica popolare con ‘A frasca, antico spettacolo musicale per augurare alta qualità al vino novello: ritmi popolari, tamburiate e tarantelle al Castello Marchionale a cura de “La Paranza ro Lione”. Alle ore 20.30 spazio alla musica con “Il Classico Napoletano dal ‘700 al ‘900” con il Duo Pianoforte Maestro Rossella Izzo e Soprano Valentina Fortunato. Il concerto si tiene presso il Salone del Castello.

Si continua sabato, 12 maggio, alle ore 11.00 con le Visite guidate per gli enoturisti alle aziende vitivinicole del territorio di Taurasi. Alle ore 16.00 presso il Chiostro del Castello Corso di danze popolari dell’Irpinia a cura della danzatrice Erminia Barbieri e a seguire Spettacolo musicale InCanti diVini a cura di Tammurriarè. Alle ore 18.00 è il momento di “Taurasi VS Taurasi”, inedita ed interessante comparazione stilistica delle etichette prodotte nel comune di Taurasi rispetto a quelle prodotte nelle altre zone dell’areale. Il laboratorio sarà guidato dal giornalista Luciano Pignataro. Alle ore 19.00 riapre il Banco d’assaggio con degustazione Taurasi Dop per il pubblico con servizio sommelier e rappresentanti delle aziende vitivinicole. Alle ore 20.00 “Le Maschere dionisiache, il vino e il Theatron dall’antichità… al Taurasi”, interessante laboratorio – spettacolo teatrale dell’Associazione Teatraltro di Edoardo Ricciardelli e Cinzia Vigilante.

La giornata conclusiva, quella di domenica 13 maggio, avrà inizio alle ore 10.00, sempre presso il Castello Marchionale, con il convegno dal titolo “Il futuro di Taurasi dal turismo allo sviluppo enologico”, Confronto con esponenti provinciali e regionali delle istituzioni, dei rappresentanti delle imprese e delle professioni. Alle ore 12.00 Visite guidate per gli enoturisti alle aziende vitivinicole del territorio di Taurasi. Alle ore 17.00, presso il Salone del Castello, Spettacolo di canti e poesie del vino a cura di Cinzia Vigilante. Alle ore 18.00 “I Taurasi di Taurasi”, Laboratorio con degustazione tecnica professionale guidato da Pasquale Carlo. Alle ore 19.00 Banco d’assaggio con degustazione Taurasi Dop per il pubblico con servizio sommelier e rappresentanti delle aziende vitivinicole. Alle ore 19.00, gran finale con “La tarantella irpina: canti, balli e ritmi dell’Appennino Campano”, un tripudio di zampogne, ciaramelle e tamburelli per celebrare il vino, le tradizioni, la ricchezza di un territorio.
Le aziende protagoniste dell’evento, produttrici di Taurasi Dop nel comune di Taurasi, sono Antica Hirpinia, Antonio Caggiano, Antico Borgo, Luciano Barrasso, Cardinale, Contrade di Taurasi, Guastaferro, Guerriero, Mier Vini, Russo, Pacarpi.

Sorsi di Fiano: a Montefredane brillano i Magnifici 7…+1

Sorsi di Fiano per Montefredane DiVino. Una serata dedicata agli interpreti di un vitigno potente ed elegante con graffi estremi, audaci e nettamente maschili in un’area della Valle del Sabato incredibilmente eterogenea per la composizione dei suoli e le escursioni termiche.

Un territorio ben delimitato, appena 40 ettari di bacca bianca iscritti all’albo, ma che conta 8 autorevoli cantine da cui nascono vini fratelli, ma molto differenti tra loro.

Pietracupa, Tenuta Ciampi, Tenuta Ippocrate, Vadiaperti-Traerte, Ventitrè Filari, Vigne Guadagno, Villa Diamante e Cantina Dryas sono la voce del Fiano di Montefredane, gli artigiani di un cru vivace e rock&roll.

E sono anche i protagonisti de “I Magnifici 7…+1”, la degustazione orizzontale guidata da Paolo De Cristofaro.

In un clima divertente e appassionato il giornalista ha messo in luce pregi e difetti di un’annata particolare come la 2016, ricordata dai produttori per una delle peggiori gelate di sempre. «Montefredane è il Cru dell’ispirazione e della consapevolezza produttiva – ha spiegato De Cristofaro-. Il Fiano è un vino vocato all’invecchiamento, uno straordinario jolly da giocare sulle cucine molto speziate come quelle orientali. Montefredane porta all’ennesima potenza questa capacità di struttura, un vino di indole dura, vigoroso nella parte sapida che mantiene intatte le sue qualità organolettiche anche per un decennio».

Il Fiano di Montefredane ha una forte identità, un nettare che in una degustazione alla cieca riconosci per il sorso fitto, saporito ed energico nonostante il suo sia un territorio estremamente vario sotto il profilo orografico e umano. Perché un vino oltreché di vitigni e di pratiche enologiche è fatto di uomini e saperi. Come diceva Eschilo il bronzo è lo specchio del volto, il vino della mente. C’è in esso una potenza vitalistica che De Cristofaro ha messo in risalto utilizzando un parallelismo tra calcio e vino, focalizzando su ogni etichetta l’immagine di un calciatore che ne potesse esprimerne le doti più autentiche.

Così in questo viaggio nel segno del Fiano lo spumante Dryas è diventato il fortunato Nando De Napoli; Villa Diamante il peruviano Barbadillo; Tenuta Ciampi l’equilibrato Ferroni; Pietracupa il latino Juary Jorge Dos Santos; Traerte il capitano Adriano Lombardi; Vigne Guadagno il valoroso Di Somma; Ventitré Filari l’energico Franco Colombo; Tenuta Ippocrate il tenace Ramon Angel Diaz.

Nella metafora del calcio l’idea di giocare insieme per raggiungere un obiettivo comune con la stessa grinta di quei giocatori che hanno reso grande l’US Avellino, un’idea che oggi sta rafforzando la crescita di queste piccole realtà assicurando al Fiano di Montefredane una prospettiva di lungo respiro.

Fattoria di Monticello, bell’assaggio di rossi internazionali

Torniamo a percorrere i banchi d’assaggio del Vinitaly 2018 puntando i riflettori sull’Umbria. Regione estremamente interessante sotto il profilo enologico, quest’anno ci ha offerto diversi spunti di riflessione.

Tra le cantine toccate, merita sicuramente una menzione Fattoria di Monticello, storica e affermata realtà di San Venanzo, in provincia di Terni.

Si tratta di un’azienda piuttosto grande, con 470 ettari di terreno su cui, oltre ai vigneti, crescono floridi i cereali, gli oliveti e anche diversi allevamenti. Da segnalare, inoltre, la presenza di un agriturismo dove è possibile gustare, tra gli altri, i prodotti aziendali.

Ad accoglierci allo stand sono Enrico, Alice e Simone che, dopo aver fatto brevemente cenno alla storia dell’azienda (nata nel 1948), ci hanno proposto di assaggiare qualcosa. Noi abbiamo optato per i rossi e siamo stati subito accontentati.

Partiamo con il Vibio. Umbria Rosso Igt, figlio di un blend di Sangiovese, Merlot e Cabrernet Sauvignon, è quello che per quantitativi prodotti e prezzo si potrebbe definire il nettare da battaglia aziendale (circa 30mila bottiglie vendute in enoteca ad un prezzo di 5 euro). Si presenta in un bel colore rosso rubino acceso e offre al naso gradevoli note di frutti rossi maturi, pepe nero e richiami minerali. In bocca è netto, con un tannino discreto e un frutto che accompagna il sorso fino al finale lievemente amarognolo.

Salomone. Siamo al Cabernet Sauvignon in purezza (5mila bottiglie l’anno). Il colore è rosso rubino intenso con leggerissime striature granata. Al naso propone un bel ventaglio di frutta e spezie, ma si avvertono anche lievi folate di tabacco. In bocca è carico e avvolgente, con un tannino intrigante che non aggredisce e un finale persistente. Interessante l’acidità che gli regala bei margini di invecchiamento. Come prezzo, siamo sui 15 euro in enoteca.

Ponetro. E’ quello che abbiamo gradito maggiormente. Si tratta di un Pinot Nero in purezza, prodotto in circa 5mila bottiglie, reso intrigante da un rapido passaggio in barrique. Il colore è rosso rubino acceso. Il naso è piuttosto complesso, con i suoi piccoli frutti rossi e i fiori di campo in primo piano. Il sorso è intenso e gradevole, con una mineralità delicata che ben si accompagna all’elemento fruttato. Tannino interessante, finale discretamente lungo. E’ acquistabile in enoteca a circa 15 euro a bottiglia.