L’Onav Avellino presenta la Valpolicella: i vini dell’azienda Vaona sbarcano al “Rossi Doria”

Chi non ha mai sentito parlare di Amarone, Recioto o Ripasso della Valpolicella? Forse nessuno, tra gli appassionati ed esperti del vino, che reputano, all’unanimità, i vini della Valpolicella tra i più pregiati in Italia. Proprio per questo venerdì 23 novembre alle ore 19.45, Onav Avellino dedica una degustazione ai vini della Valpolicella, famosi in tutto il mondo e rappresentativi di un territorio estremamente vocato alla viticoltura. Un Territorio raccontato dal vigneron Alberto Vaona, titolare dell’omonima Azienda Vaona, che attraverso la degustazione dei propri vini offrirà uno spaccato della zona vitivinicola veneta.
L’evento si terrà presso l’Istituto alberghiero IPSSEOA “Manlio Rossi Doria” di Avellino in Contrada Valle Macca.

In degustazione i Vini Veneti dell’Azienda Vaona:
Paverno- Amarone della Valpolicella Classico Docg 2014; Castaroto- Rosso Veronese Igt 2015; Pegrandi – Amarone della Valpolicella Classico Docg 2013; Recioto della Valpolicella Classico Docg 2015; Valpolicella Classico Doc 2017; Ripasso Classico Superiore Doc 2016; Valpolicella Superiore Doc 2016

A seguire la cena a cura dei ragazzi dell’Istituto Alberghiero
Il Menu

-Vol-au-vent con cacciagione e crema di caciocavallo
-Risotto invecchiato all’Amarone
-Lagane con fagioli di Paternopoli
-Stracotto di manzo
-Cinghiale arrosto con bacche di ginepro
-Spuma di anatra su crostoni
-Faraona con noci, tartufo e petali di pecorino
-Brasato di vitellone
-Tortino caldo al cioccolato fondente

L’evento è aperto a soci e non soci. Costo soci €25,00; non soci €30,00.
Info e prenotazioni da effettuarsi entro e non oltre le ore 12:00 del 22 novembre Tel.3420494288, e-mail: avellino@onav.it
Relazioni Stampa: roberta.raja@gmail.com, press@guyotmedia.it

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I vini della Valpolicella
Le uve che concorrono alla produzione dei vini della Valpolicella sono: Corvina, Corvinone, Rondinella. La Corvina conferisce struttura e corpo al vino.
Le sue caratteristiche sono: alcolicità moderata, acidità totale medio-alta con frequente presenza di acido malico, scorrevole alla beva, tannicità modesta, di colore vivace con riflessi granati, con profumi floreali e di amarena.
In ambito della produzione del disciplinare Valpolicella troviamo:
Valpolicella classico: l’uso della specificazione “classico” ai vini prodotti nella zona originaria più antica e comprende i 5 comuni di Sant’Ambrogio di Valpolicella, Fumane, San Pietro in Cariano, Marano e Negrar.
Il Valpolicella Superiore dotato di un’alcolicità più elevata, acidità più bassa, una maggior rotondità, un più elevato valore in sostanze fenoliche. Secondo il disciplinare, deve subire un invecchiamento di almeno un anno.
Valpolicella Ripasso è ottenuto dal contatto del Valpolicella base sulle vinacce residue dell’Amarone per circa 15/20 giorni.
È caratterizzato da una maggior struttura e longevità rispetto al Valpolicella base, da una maggiore alcolicità, da un’acidità più bassa e una maggior rotondità, da un più elevato valore in estratti e in sostanze fenoliche.
Recioto della Valpolicella è il fulcro della storia e della tradizione della Valpolicella. Come l’Amarone è un vino di grande struttura e buona alcolicità, con residui zuccherini tali da renderlo dolce o amabile. Le uve utilizzate per il Recioto sono le varietà: Corvina, Rondinella e Corvinone. Di queste cultivar si scelgono i grappoli spargoli e maturi (recie).
L’appassimento delle uve che generalmente è condotto in locali (fruttai) ubicati in collina per le migliori condizioni meteorologiche, si protrae dopo la vendemmia per 100 ai 120 giorni.
Amarone della Valpolicella è considerato come il più pregiato dei vini veronesi e come uno dei più importanti rossi italiani, nasce dall’evoluzione del Recioto, vino tra i più antichi della nostra storia vitivinicola. I grappoli, dopo il periodo di appassimento, che dura anche fino a quattro mesi, vengono (ri)selezionati e poi pigiati ed ecco pronto il mosto che inizia a fermentare e poi verrà fatto riposare in botti di legno. E da qui facciamo un passo indietro
Azienda Vaona, un gioiello vitivinicolo della Valpolicella:
Situata nel comune di Marano, precisamente a Valgatara in località Paverno, nel cuore della zona storica della Valpolicella.Vignaioli da sempre, i Vaona, ora con Alberto, continuano un percorso di rinnovamento, senza trascurare quei valori antichi che, contraddistinguono una filosofia votata ad una produzione di qualità.
Ancora oggi scopriamo tutti i componenti della famiglia che, con passione e sacrificio si dedicano alle varie attività aziendali, speciale menzione merita la meticolosità con cui le uve vengono poste sui graticci per la produzione di RECIOTO e AMARONE.
La ristrutturazione dei locali di cantina, eseguita secondo un’esigenza funzionale, sfrutta, per le varie fasi di lavorazione, la naturale forza di gravità, evitando quindi, l’utilizzo eccessivo di macchinari (pompe) permettendo una massima integrità della materia prima.

 

Sertura: quando il vino è passione e territorio

Impegnato, appassionato, costante. Sono questi i tre aggettivi che probabilmente descrivono meglio Giancarlo Barbieri. Cresciuto nel mondo del vino, Giancarlo, dopo una lunga gavetta, ha deciso nel 2013 di dar vita ad una propria azienda agricola: Sertura. «Non è stato semplice -ci dice-. Sono partito da zero, senza nemmeno un pezzo di terra di proprietà, ma, a costo di grandi sacrifici, sono riuscito ad andare avanti e adesso eccomi qui».

Da allora Giancarlo non si è mai fermato e ancora oggi è l’uomo ovunque di Sertura: lavora in vigna e in cantina e si occupa anche della promozione e della commercializzazione dei prodotti.

Parliamo di una piccola realtà che produce circa 20mila bottiglie ogni anno delle tre Docg irpine Taurasi, Greco di Tufo e Fiano di Avellino e della Doc Aglianico. «L’obiettivo -spiega- è quello di raggiungere, gradualmente, quota 70 o al massimo 80mila bottiglie, purché si riesca a mantenere invariata la qualità del prodotto». Sono 9 gli ettari di terreni vitati di proprietà sparsi sul territorio provinciale: a Prata Principato Ultra è piantato il Greco, a Montefalcione il Fiano, mentre l’Aglianico è coltivato nel Comune di Torre Le Nocelle.

La produzione del vino avviene in uno stabile di Prata che abbiamo avuto modo di visitare e dove abbiamo potuto assaggiare in anteprima l’Aglianico e il Taurasi 2017, con il primo che sarà commercializzato solo il prossimo anno e il secondo che dovrà attendere il 2020. Vini decisamente freschi, ma che già mostrano il proprio potenziale e un carattere deciso.

Sui bianchi il ragionamento è diverso. Il Greco di Tufo 2017, benché la filosofia aziendale sia quella di commercializzare con un anno di ritardo, si mostra già pronto. Vino di buona struttura che fonde frutto e mineralità per regalare un sorso piacevole e pulito. Interessante la nota acida a consegnare freschezza, agilità e longevità.

Stesso ragionamento per il Fiano di Avellino 2017, anche se risulta ancora leggermente indietro promettendo di essere pronto per essere gustato già nel periodo natalizio.

«I nostri vini -racconta Giancarlo- vengono prodotti con pressature molto soffici, temperature controllate e nel pieno rispetto del frutto. Non operiamo tagli: l’Aglianico è 100% Aglianico e così gli altri vitigni. E’ importante per noi che i vini abbiano una loro identità chiara».

Discutere con Giancarlo di vino, Irpinia, sviluppo del territorio è estremamente piacevole e lo è ancora di più passeggiando lungo i filari di uno dei due vigneti di Prata. «Purtroppo -afferma mentre ci mostra una foglia bucherellata-, la grandine quest’anno ha colpito in molte zone, mentre negli anni scorsi a far danni sono state le gelate. Fortunatamente, la qualità del prodotto non viene intaccata, ma la quantità sì».

Giriamo un po’ a casaccio tra i grappoli dorati di Greco quando Giancarlo si ferma e inizia a parlare dell’importanza di far conoscere l’Irpinia e il suo territorio al mondo, provando a fare rete, mettendo insieme le aziende e non separandole a causa di inutili rivalità. A tal proposito, racconta del progetto Sorsi d’Irpinia che vedrà la sua cantina insieme ad altre cinque fare tappa in Brianza «non per puntare semplicemente ad una nuova fetta di mercato -sottolinea- ma per promuovere un territorio che ha tanto ancora da dire agli appassionati di vino e non solo».

E noi non possiamo che essere d’accordo con lui.

 

 

Tra enogastronomia e tradizione, al via Montemarano Vino è

Tutto pronto per «Montemarano Vino è». La manifestazione organizzata dall’associazione «Le Cantine di Montemarano» insieme alla Pro Montemarano e le altre realtà associative operanti sul territorio, con la collaborazione del Comune e il Gal. Aprirà i battenti nella giornata di venerdì 28 settembre e proseguirà fino a domenica 30. Location dell’iniziativa, il suggestivo centro storico di Montemarano.
Nel corso della tre giorni, i visitatori avranno l’opportunità di partecipare a degustazioni guidate, seguire dibattiti culturali, assaggiare i prodotti di eccellenza della tradizione montemaranese ed immergersi, attraverso canti e balli, nel folklore locale.

Dal Greco al Taurasi: gli intriganti vini di Terre D’Aione

Tufo. Per gli amanti del vino, visitare questo piccolo borgo della Valle del Sabato è certamente una esperienza formativa e il Greco Festival, che va in scena ogni anno nel mese di settembre, rappresenta un’ottima occasione per farlo.

Noi ne abbiamo approfittato e, tra le altre cose, abbiamo deciso di prendere parte alla visita in cantina promossa dall’azienda Terre D’Aione. Si tratta di una realtà giovane, operativa da poco più di un decennio, situata nella frazione San Paolo di Tufo, a due passi (nel vero senso della parola) dal Comune di Torrioni, ma che affonda le sue radici in un’antica tradizione contadina.

Ad accompagnarci in questo viaggio è il titolare, Angelo Carpenito, persona appassionata e garbata che dopo averci mostrato il nuovo impianto di Greco a pochi metri dalla cantina (il resto dei vigneti si trova a ridosso delle miniere di zolfo nella parte bassa del paese) ci ha illustrato le tappe della vinificazione.

Naturalmente, come sempre, a noi interessa accendere i riflettori sui prodotti aziendali, per cui, tralasciando per un attimo l’ottimo pranzo al quale pure abbiamo partecipato, entriamo nel vivo del discorso.

Terre d’Aione, oltre al Greco di Tufo produce Fiano di Avellino, Falanghina del beneventano, Aglianico Campania, Aglianico Rosato e Taurasi. Abbiamo degustato l’annata 2017 dell’intera gamma (con l’eccezione del Taurasi 2012 e l’aggiunta di un Fiano 2016).

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Il Greco di Tufo si presenta intenso ed elegante al naso. Ad emergere sono la pesca gialla e i fiori di campo che lasciano nel finale spazio ad una lieve nota minerale. In bocca i ruoli si invertono ed è la mineralità a guadagnare la ribalta a discapito del frutto. Notevole l’acidità, intrigante e discretamente lungo il finale. Vino interessante, ancora giovane, ma già in grado di farsi apprezzare. Da riprovare tra un paio di anni quando, ne siamo certi, avrà tirato fuori gran parte del potenziale del vitigno.

Passaggio al Fiano di Avellino. Vino di un giallo paglierino tenue decorato da striature verdognole, prodotto con uve provenienti dal Comune di Lapio. Anche qui ci troviamo in presenza di un naso importante fatto di fiori bianchi, albicocca e gelso. In bocca il frutto conserva la sua spinta e accompagna il sorso nella sua interezza. Non manca di mineralità ed acidità che gli consegnano freschezza e longevità.

Angelo, a tal proposito, decide di stappare un Fiano del 2016 e ne viene fuori proprio quello che immaginavamo. Vino più maturo, con un frutto meno marcato ed una mineralità in vetrina. La perfetta evoluzione del precedente.

Dunque, la Falanghina, figlia di uve di Casalduni, in provincia di Benevento. Meno elegante dei precedenti ma comunque di impatto, al naso mostra note rocciose ed erbacee. E’ la mineralità ad accompagnare il sorso, anche se non mancano lievissimi accenni fruttati. Acidità discreta, finale soddisfacente. Vino maturo e già pronto per essere bevuto.

Virata verso i rossi aziendali con una tappa intermedia: Aglianico Rosato. Il colore è rosa intenso con riflessi accesi. Tanto al naso quanto al palato a regnare è la parte fruttata, con la ciliegia e la mora in primo piano. Interessante la sensazione balsamica che si avverte durante il sorso a regalare freschezza e agilità. Tannino ben levigato, ma giustamente percettibile che corona un finale piuttosto elegante.

Quindi, l’Aglianico Campania. E’ il vino che non ti aspetti. Prodotto con uve provenienti dagli areali di Taurasi, Paternopoli e Montemarano, si presenta in un bel rosso rubino intenso, a tratti impenetrabile. Vino che ha fatto legno (una parte di esso ha riposato qualche mese nelle barrique che in precedenza avevano ospitato il Taurasi) e che si propone quasi privo della spigolosità del vitigno. Potente la nota di amarena e frutti di bosco che oltre ad offrire un sorso morbido regalano un finale persistente.

Ed eccoci giunti alla fine della degustazione con il Taurasi 2012. Vino importante, autorevole, dotato di un frutto delicato ed un tannino per niente aggressivo. Dopo 6 mesi in acciaio, trascorre dai 16 ai 18 mesi in barrique per poi completare l’affinamento in bottiglia. Nettare strutturato, adatto ad accompagnare pranzi importanti, ma da non sottovalutare in chiave meditativa. Per il momento le bottiglie prodotte sono meno di 4mila, ma la speranza è che si possa crescere (ha già ottenuto un importante riconoscimento al Merano Wine Festival).

Insomma, è stata una degustazione molto interessante per un’azienda giovane ma dal grande potenziale. Continueremo a seguirla e vedremo cosa accadrà!

Tufo Greco Festival: tutto pronto per la 34esima edizione

Il Greco di Tufo protagonista assoluto di uno degli eventi più attesi dell’anno per gli enoappassionati di tutta Italia. Torna il Tufo Greco Festival, quest’anno alla sua XXXIVesima edizione, in programma il 14, 15 e 16 settembre nel centro storico di Tufo (Avellino). Enoturisti ed appassionati del patrimonio enologico irpino e, in particolare, del Greco di Tufo e del caratteristico territorio dell’areale di questa prestigiosa denominazione italiana molto conosciuta e apprezzata all’estero, troveranno un’offerta di qualità sia per la gastronomia che per iniziative, degustazioni, wine trekking, approfondimenti tematici per promuovere il Greco di Tufo ed il suo territorio di riferimento, ma anche musica e spettacoli. Una formula molto apprezzata dal pubblico di tutta la Campania e non solo, con presenze che vanno ben oltre i confini regionali.

La XXXIVesima edizione del Tufo Greco Festival è promossa dal Comune di Tufo e cofinanziata dalla Regione Campania nell’ambito del POC Campania 2014-2020, Linea strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, politiche per il turismo e cultura”. Grandi protagoniste saranno naturalmente le cantine del Consorzio Terre di Tufo: Cantine Cennerazzo, Cantine Dell’Angelo, Cantine Di Marzo, Distilleria Carpenito, Colline del Sole, Le Otto Terre, Monte Gloria, Tenuta Russo Bruno, Terre D’Aione, Torricino.

Si comincia venerdì 14 settembre, alle ore 16, con “Tufo Greco Festival in cantina”, visite guidate alle aziende vinicole del territorio; alle ore 17, presso il Nuovo Municipio, si terrà il convegno sul tema “Greco di Tufo, tutela e sviluppo di una risorsa del territorio regionale e nazionale” e, a seguire, degustazione di Greco di Tufo. Alle ore 20 apertura degli stand enogastronomici e, dalle 21, via alla parte dedicata alla musica, ai concerti e agli spettacoli, con la direzione artistica di Roberto D’Agnese. In Piazza Umberto I il concerto dei Molotov d’Irpinia, per proseguire alle 22, nell’Anfiteatro della Villa Comunale, con il blues elettrico dei Deep Blues, in Piazza Gramsci un viaggio sonoro planetario dai toni variegati, dal reggae all’afro beat e global beat music, con Syrena DJ e nell’Area del Nuovo Municipio l’originalissimo timbro dei Saxomania. Inoltre, spettacoli itineranti con il teatro di strada di Murga e artisti di strada.

Sabato 15 settembre la seconda giornata dell’evento comincerà alle ore 8.30 con il Wine Trekking, percorso esplorativo nei vigneti di Tufo in collaborazione con il CAI – Club Alpino Italiano – sezione di Avellino. Alle 12 si continua con “Tufo Greco Festival in cantina”, visite guidate alle aziende vinicole del territorio e alle ore 17, al nuovo Municipio, il primo laboratorio di degustazione guidato dal giornalista Luciano Pignataro, con servizio sommelier a cura di AIS Campania. Alle 20 apertura degli stand enogastronomici, quindi via alla musica, ai concerti e agli spettacoli: in Piazza Umberto I si esibiranno i Sette Bocche e i Lumanera, mentre nell’Anfiteatro della Villa Comunale sarà di scena Marcello Apicella, in Piazza Gramsci reggae, afro beat e global beat music con Syrena DJ, nell’Area del Nuovo Municipio il cantautorato di Ivan Romano e la musica celtica, medievale ed irish folk dei Monaghan duo. E ancora, spettacoli itineranti con la Scuola di Tarantella Montemaranese e artisti di strada. Domenica 10 settembre, alle ore 8.30, seconda iniziativa di Wine Trekking, percorso esplorativo nei vigneti di Tufo in collaborazione con il Cai di Avellino, mentre alle ore 12 continua “Tufo Greco Festival in cantina”, visite guidate alle aziende vinicole del territorio. Alle 18, presso il nuovo Municipio, secondo laboratorio di degustazione che sarà guidato dalla giornalista Adele Granieri (Slow Wine), con servizio sommelier a cura di Ais Campania. Alle ore 20 apertura degli stand enogastronomici, quindi musica, concerti e spettacoli: in Piazza Umberto I la sintesi tra linguaggi folk nordeuropei e mediterranei degli Emian Pagan Folk e gli interpreti per eccellenza della tradizione, NCCP – Nuova Compagnia di Canto Popolare. Alle 22 sul palco dell’Anfiteatro della Villa Comunale salirà la band rockabilly Stragatti e l’underground partenopeo di SanGennaroBar, in Piazza Gramsci la rock band The Arkadia e nell’Area del Nuovo Municipio blues, rock e ballads con Barabba Blues. E ancora, spettacoli itineranti con il teatro di strada di Murga e artisti di strada.

“Quella di quest’anno sarà un’edizione speciale – afferma il Sindaco di Tufo, Nunzio Donnarumma – con numerose novità per i tanti visitatori che ci aspettiamo da tutta la Campania e non solo. Il Tufo Greco Festival non è più solo uno degli eventi di punta della regione, ma rappresenta prima di tutto un esempio di coesione tra aziende vitivinicole che insieme portano avanti un progetto di promozione insieme all’amministrazione comunale, riuscendo a dare vita, grazie al sostegno della Regione Campania, ad un appuntamento che soddisfa sia i professionisti del settore vitivinicolo che i tantissimi appassionati e curiosi, che qui a Tufo troveranno un’offerta di assoluta qualità, dalla gastronomia fino alla musica, un programma intenso legato a doppio filo con il vino di cui l’Irpinia va fiera nel mondo, il Greco di Tufo. Ai visitatori offriremo visite in cantina, trekking nei vigneti, laboratori di approfondimento, degustazioni tecniche e molto altro, per contribuire alla promozione e, quindi, allo sviluppo del settore vitivinicolo irpino e, in particolare, del nostro vino bianco apprezzato a livello internazionale”.

Il programma completo e gli approfondimenti sono disponibili sul sito www.tufogrecofestival.it e sui canali social dell’evento (Facebook, Instagram, Twitter, Youtube).

 

Volturara, sale in cattedra il Fagiolo Quarantino

A Volturara Irpina (Avellino) un evento per celebrare il prodotto d’eccellenza della Piana del Dragone: il Fagiolo Quarantino, dal luglio scorso tutelato come Presidio Slow Food. Dal 7 al 9 settembre l’ottava edizione della Sagra del Fagiolo Quarantino e della Patata della Piana del Dragone, evento promosso dal Comune di Volturara Irpina e cofinanziato dal POC Campania 2014-2020, Linea strategica 2.4 “Rigenerazione urbana, Politiche per il turismo e cultura”.

L’evento si svolgerà in Piazza Roma e comincerà venerdì 7 settembre alle ore 18 con spettacoli e giochi per bambini. Alle 20 l’apertura degli stand gastronomici e, dalle 21, via a musica e spettacoli con Voci del Sud, Zeketam, gruppo folk “I Tric a Ballac”, la Zeza di Cannone e della Campagna e artisti di strada. Sabato 8 settembre il programma comincerà alle ore 9 con una escursione in montagna alla Bocca del Dragone, per proseguire alle 11 presso l’aula consiliare con il convegno sul tema “Eccellenze irpine”. Alle 13 pranzo in piazza a cura dei ristoratori di Volturara, alle 17 l’apertura del Villaggio dei giochi antichi e alle 18 degustazione del fagiolo quarantino a cura della condotta di Avellino di Slow Food. Alle 20,30 l’amministrazione comunale taglierà il nastro dell’ottava edizione della Sagra e il sindaco Marino Sarno darà il benvenuto ai visitatori. Alle 21 via alla musica con Amba Aradam, Moifà e Ninfe della Tammorra, I Pulcinella, La Zeza di Cannone e della Campagna e artisti di strada. Domenica 9 settembre la terza giornata comincerà alle ore 9 con una escursione in montagna alla Bocca del Dragone, mentre alle ore 10 da piazza Roma partirà la Maratona del Dragone; alle 13 pranzo in piazza e alle 17 apertura del Villaggio dei giochi antichi. Alle 21 musica e spettacoli con SS91, Suoni barricati, Dissonanthika, Scuola di tarantella montemaranese, La Zeza di Cannone e della Campagna e artisti di strada.

Tutte le informazioni sul programma su www.fagioloquarantino.com.

“L’idea di questo evento è nata con la mia amministrazione – afferma il sindaco di Volturara Irpina, Marino Sarno – con l’obiettivo di organizzare una iniziativa completa in grado di far conoscere al pubblico un prodotto di grande eccellenza, il nostro fagiolo quarantino. Oggi, all’ottava edizione, possiamo dire di aver ottenuto lo scopo: il fagiolo di Volturara è conosciuto in tutta la Campania e a luglio Slow Food lo ha riconosciuto come presidio. A questo si aggiunge un altro dato importante: per la prima volta siamo riusciti a unire ben cinque aziende, che insieme hanno firmato il disciplinare del presidio di Slow Food. È una grande vittoria di questa amministrazione e un passo in avanti per il paese e per le nostre aziende, segno di una cultura imprenditoriale matura. Ad ottobre Volturara sarà al Salone del Gusto di Torino, un altro tassello importante in un settore strategico come quello dell’agricoltura di qualità, uno dei pochi in grado di portare sviluppo economico”. Numerose le novità dell’evento per questa ottava edizione: “Abbiamo tanti espositori in più – spiega il primo cittadino – e questo è sicuramente segno che l’evento è cresciuto. I visitatori avranno la possibilità di degustare il fagiolo quarantino ed altre specialità cucinate dai ristoranti del posto, ci saranno visite guidate al Museo Etnografico e all’interno della Bocca del Dragone, aperta solo in occasioni speciali. E ancora, aree picnic attrezzate, musica, spettacoli, mostre, giochi per bambini, la Maratona del Dragone, pranzo in piazza il sabato e la domenica, tutto in una cornice naturalistica che ha pochi paragoni come Volturara Irpina, nota anche per la sua ospitalità”.

“Ogni comunità ha una propria eccellenza – afferma Roberto D’Agnese, curatore della parte artistica dell’evento – un punto di forza che va identificato e valorizzato, in cui i cittadini possano rispecchiarsi e che rappresenti e caratterizzi l’identità di un territorio. Volturara Irpina è ricchissima sotto questo profilo: gastronomia d’eccellenza, dalla patata al fagiolo quarantino, un territorio naturalisticamente straordinario, che ha il suo cuore nella Bocca del Dragone. Si tratta di un grande patrimonio, che Volturara sta negli anni valorizzando grazie ad un lavoro congiunto tra gli attori del territorio, rappresentando di fatto un importante momento di cambiamento. Anche sotto il profilo artistico e spettacolare ci stiamo muovendo su questa strada, ovvero creando eccellenze attorno agli eventi di qualità, stringendo sinergie con la comunità e producendo eventi che abbiano un alto livello spettacolare e artistico. L’Irpinia deve confermare la sua grande qualità in tutti gli aspetti di un evento, che possono così diventare punto di forza di una comunità. A Volturara tutto questo è stato possibile grazie all’amministrazione, agli imprenditori e ai tanti che si impegnano per la valorizzazione di questo territorio, ed oggi la Sagra del Fagiolo Quarantino rappresenta un evento da non perdere, di grande qualità e a misura di famiglia”.

Primaluce, un magnifico rosato targato Cantine Carpentiere

E’ un sole caldo ed avvolgente quello che sta accompagnando questi ultimi giorni di agosto e noi non abbiamo alcuna intenzione di sprecarlo. Decidiamo, perciò, di fare tappa in Puglia, terra che nelle scorse settimane abbiamo percorso in lungo e in largo, per regalarci uno degli ultimi momenti di relax di questa estate 2018.

Mattinata a Trani, passeggiando tra turisti e pescatori a pochi metri dalle barchette ancorate nel porticciolo, quindi trasferimento a Barletta, dove abbiamo prenotato per pranzo.

Destinazione “Antica Cucina dal 1983”, elegante ristorante situato in Piazza Marina che ci ha davvero colpito per la qualità e la raffinatezza delle pietanze servite.

Ad accoglierci ed accompagnarci in questo bel percorso gastronomico è il vulcanico Lello che da solo merita una trasferta da quelle parti.

Naturalmente, accendiamo i riflettori sul vino bevuto e, tanto per segnalarlo, diciamo che è stato piacevole ricevere una carta dei vini voluminosa e ben organizzata.

Paese che vai, vini che trovi. Pur essendo stati tentati da un paio di Chablis, abbiamo voluto omaggiare la Puglia lanciandoci sul rosato prodotto dalle Cantine Carpentiere: il “Primaluce” Castel del Monte Docg Bombino Nero.

Il colore è rosa acceso con riflessi che virano verso l’arancia rossa. Al naso regala note di piccoli frutti rossi, mora, ribes e mirtillo, sentori di macchia mediterranea, erbe aromatiche e fiori di campo. In bocca è fresco ed equilibrato. Interessante la sensazione minerale che si scioglie durante il sorso in un leggero fruttato. Discretamente tannico propone garbata acidità e intrigante sapidità. Il finale è delicato, elegante.

Si tratta di un vino da abbinare a primi piatti a base di pesce, magari risotti, ma anche a secondi grigliati o in umido, zuppe di verdure e carni bianche.

Noi lo abbiamo sorseggiato al fianco di un antipasto di capesante scottate su vellutata di zucchine e bottarga e ad un pacchero al ragù di granchio e possiamo dire che si è trovato assolutamente a suo agio (non a caso abbiamo ordinato una seconda bottiglia).

Il prezzo è di circa 13 euro in enoteca, intorno ai 20 al ristorante, e a nostro avviso si tratta di soldi ben spesi.

Cos’altro aggiungere? Ah, sì: provatelo!

P.s. Se andate a pranzare all’Antica Cucina chiedete a Lello di accompagnarvi in cantina. E’ un posticino incantevole, regno, tra l’altro, dei vini targati Valentini che noi amiamo particolarmente (ma questa è un’altra storia).

Incursioni pugliesi: passione Primitivo col Memoria 2016

Stiamo per entrare nel periodo più intenso dell’estate e, con un sentimento di profonda solidarietà dedicato a chi è costretto a stare in ufficio a lavorare, ci siamo regalati qualche giorno di vacanza. Direzione Puglia, per un giro assolutamente straordinario tra bellezze paesaggistiche, spiagge incantate, storia, cultura e, naturalmente, delizie enogastronomiche.

Le prime, visto che siamo su DiVini Racconti, ve le risparmiamo e passiamo direttamente al reparto enogastronomico annunciandovi che oggi vi proporremo un nettare scuro che ha fatto conoscere la Puglia in tutto il mondo. Si tratta del Primitivo di Manduria che, dopo essere stato utilizzato per lungo tempo come un rinforzo per vini ben più blasonati del Piemonte e della Francia, è riuscito ad emergere grazie soprattutto all’impegno e alla costanza dei produttori locali.

Nel dettaglio, parliamo del Memoria prodotto con uve 100% Primitivo dalla storica cooperativa tarantina Produttori Vini di Manduria.

Noi lo abbiamo incontrato ad Alberobello, presso il caratteristico ristorante Il Pinnacolo situato in un delizioso trullo.

Il colore è rosso rubino intenso con lievissime sfumature tendenti al granata. Al naso regala sentori netti di frutti rossi maturi (amarene, prugne, mirtilli e gelsi, cui si affiancano note di sottobosco e una lievissima sensazione balsamica. In bocca è caldo e avvolgente. Interessante il tannino che accompagna il sorso senza mai aggredire il palato e che si scoglie in un finale lungo e piacevolmente fruttato.

Si tratta di un vino di buona struttura in grado di impreziosire pranzi importanti a base di pietanze della tradizione pugliese e, più in generale, meridionale. Noi lo abbiamo innanzitutto apprezzato su un lungo antipasto fatto di salumi, formaggi, verdure fritte e grigliate, e carni stufate, ma è sulle orecchiette alle cime di rapa (meravigliosamente piccanti) che abbiamo avuto modo di innamorarci.

Quanto al prezzo, siamo di fronte ad una autentica occasione: pagato meno di 15 euro al ristorante è possibile trovarlo in enoteca anche ad 8. Insomma, un prodotto che fonde storia del territorio, piacere ed economicità. Vi serve altro per acquistarlo?

Il successo di Regio Tratturo 2018: tra prodotti di eccellenza e sostenibilità

Dalla terra alla tavola, nel cuore dell’Irpinia da tante regioni italiane e con tante presenze internazionali: da Malta al Messico, dalla Spagna all’Inghilterra. E’ stata un grande successo la nona edizione del Regio Tratturo & Friends, il farm festival sul consumo consapevole che si è svolto, come sempre, ad Ariano Irpino (Avellino).

Anche quest’anno c’è stata la conferma dell’interesse che ruota intorno al consumo consapevole del cibo, all’agricoltura a km 0 ed in particolare per tutte le tematiche relative al territorio e al turismo sostenibile.

L’edizione 2018 ha visto il coinvolgimento degli studenti dell’Istituto d’istruzione superiore “Ruggero II” di Ariano Irpino che hanno concluso, proprio in occasione del Regio Tratturo & Friends, l’intensa esperienza del progetto PON dedicato al public speaking, introducendo i temi affrontati nel corso della giornata.

Grande interesse ha suscitato quella che è stata una delle novità dell’edizione 2018: la realizzazione di un orto verticale salvaspazio, indirizzata a tutti coloro che hanno voluto apprendere i passaggi fondamentali per coltivare un orto con le proprie mani avendo a disposizione solo un semplice balcone. E molta partecipazione c’è stata anche per il seminario sulla biodiversità e il recupero delle varietà di frutta e ortaggi a rischio di estinzione della Campania, condotto dalla dottoressa Rosa Pepe del CREA – Centro di Ricerca per l’Orticoltura e il Florovivaismo di Pontecagnano (Salerno).

Interesse e partecipazione, inoltre, per la degustazione guidata dell’olio di oliva con Mena D’Avino, Slow Food – Condotta “Irpinia Colline dell’Ufita e Taurasi. Spazio ad alcune varietà tipiche irpine, tra cui la cultivar storica Ravece e il suo olio extravergine “Irpinia-Colline dell’Ufita DOP”. A completare la giornata un focus sulla produzione di liquori artigianali, l’introduzione all’apicoltura, yoga tra gli ulivi dell’agriturismo con Ilio Ragucci, musicoterapista e insegnante Yoga e Shiatsu. La giornata si è conclusa con la musica degli Stragatti a ritmo di swing, boogie-woogie, surf e twist.

L’attenzione ora è rivolta all’edizione dell’estate 2019, che celebrerà il decennale del farm festival, con i piedi piantati saldamente in terra irpina e la testa proiettata verso l’Europa.

Regio Tratturo & Friends continua così la sua mission, quella di concentrarsi su una delle principali sfide dell’umanità: nutrire una popolazione in costante crescita senza danneggiare l’ambiente, preservando le risorse naturali del pianeta per le generazioni future e garantendo una gestione sostenibile dei processi produttivi. Con piccole azioni dei cittadini consumatori, applicate in maniera responsabile tutti i giorni, si può contribuire positivamente alla sostenibilità del nostro pianeta.

Fiano Love Fest: dal 3 al 5 agosto appuntamento a Lapio

Torna il Fiano Love Fest, manifestazione promossa dalla Pro Loco Lapiana che fonde cultura, enogastronomia e tradizione locale. La location, come sempre, è quella di Lapio, in uno degli areali più vocati in assoluto per la produzione del Fiano di Avellino Docg.

L’appuntamento è dal 3 al 5 agosto per una edizione, la nona, che si annuncia ricca di sorprese ed eventi.

Presso gli stand allestiti dalle cantine più prestigiose del territorio sarà possibile degustare, oltre al dorato nettare padrone di casa, anche interessantissime espressioni di Aglianico Irpinia e Taurasi.

Naturalmente, non mancheranno gli stand gastronomici, dove saranno disponibili i cibi della tradizione irpina mentre, sullo sfondo, andranno in scena concerti e spettacoli.

Per l’occasione, domenica 5 agosto, presso il caratteristico borgo irpiuno farà tappa il treno storico. All’arrivo, ad attendere i visitatori ci saranno le eccellenze del paese: i due Docg del territorio, Fiano e Taurasi, attraverso degustazioni guidate a cura dell’ ONAV, ma anche l’olio Ravece DOP promosso da Slow Food e tanto altro.

Info, costi e vendita su Fondazione Fs Italiane. Per qualsiasi info aggiuntiva in Direct o contattando @fianolovefest @paesaggiirpini.