Al Poggio 1999: splendida perla direttamente dal Castello di Ama

L’estate è entrata nel vivo e il caldo, come era facile immaginare, ha iniziato a farsi opprimente. Per i prossimi giorni sono previste temperature africane e l’esercizio di guardare le strade deserte, fatte d’un asfalto quasi incandescente, dalla finestra di un ufficio può regalare momenti di autentica angoscia.

Tuttavia, non siamo tipi da cedere alle avversità, per cui gettiamo il cuore oltre l’ostacolo sforzandoci di pensare a qualcosa di bello. E cosa c’è di più bello di una bottiglia di vino, magari fresca, magari intrigante e magari difficile da reperire? Davvero poche cose.

Così, in una serata calda e stanca, facciamo tappa all’enoteca Garofalo di Avellino per gustare Al Poggio, vino 100% Chardonnay targato Castello di Ama. Si tratta di un’azienda storica del territorio senese, nota in tutto il mondo per i suoi prodotti raffinati e di altissima qualità.

La particolarità della bottiglia scelta sta nell’annata: 1999. Per un bianco si tratta di un bel po’ di anni, ma, come ormai ben sapete voi che ci seguite da tempo, noi amiamo i bianchi invecchiati e sapete anche che con lo Chardonnay, in più occasioni, siamo riusciti a provare sensazioni uniche.

Dopo aver raffreddato la bottiglia, la stappiamo e la lasciamo riposare per qualche minuto prima di riempire i calici.

Il colore è giallo paglierino carico, con netti riflessi dorati. Al naso regala note di burro, mandorla, fiori di campo, noce tostata e legno bagnato. Interessante la componente minerale che emerge col trascorrere dei minuti e che va a sciogliersi in un respiro muschiato. In bocca presenta una buona struttura, ma anche una incredibile freschezza. E’ ancora percepibile, benché lieve, una nota acida, mentre a fare la differenza è la mineralità che accompagna il sorso e che termina in un finale netto e gradevolmente amarognolo.

Un vino davvero straordinario, in grado di stupire anche i palati più esigenti. Non lo azzarderemmo con l’aperitivo, ma lo berremmo sicuramente sulla carne bianca ai ferri o in umido e su piatti a base di pesce particolarmente grassi. Da non sottovalutare in accompagnamento a formaggi di media e lunga stagionatura, anche leggermente speziati.

Le annate recenti di questo nettare possono essere acquistate per una cifra che si aggira intorno ai 20 euro, ma per una 1999 di tal fatta, davvero, non c’è prezzo. Se vi capita a tiro, dunque, non lasciatevelo scappare!

 

  • fotografie di Giuseppe Reppucci

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