Ciak Irpinia: un passo lungo la strada dell’eccellenza

L’Irpinia e la sua tradizione enologica protagoniste della seconda edizione di Ciak Irpinia. Un evento organizzato dal Consorzio di Tutela dei Vini d’Irpinia per la promuovere del territorio e le sue eccellenze, ma anche per conoscere la storia e i volti degli interpreti di un terroir dal potenziale enorme.
Il 19 maggio, nel Castello della Leonessa a Montemiletto, è andata in scena la leggenda dei vini. In passerella il Greco di Tufo, il Taurasi, il Fiano di Avellino e la Falanghina, in uno scenario suggestivo che ha accolto esponenti della stampa internazionale.

La giornata è stata intensa e ben articolata: in mattinata spazio ai tecnici con un blind tasting alla cieca per analizzare l’esito di un’annata particolare come quella del 2017 per i bianchi e del 2014 per i Taurasi. Subito dopo il prof. Luigi Moio ha ha dato il via ad una sessione di approfondimento per presentare i lavori della Commissione Tecnica Territoriale composta da enologi operanti nel territorio irpino. Infine, dalle 14.00 fino alle 20.00, una degustazione itinerante tra i banchi d’assaggio dei 52 produttori consorziati, arricchita da esecuzioni food e spettacoli musicali e in costume d’epoca.
Tre momenti diversi per capire, promuovere e conoscere il mondo dell’enologia irpina nella sue molteplici sfumature. Un modo intrigante per legare un luogo ad un vino riuscendo nell’obiettivo di sviluppare quel turismo eno-culturale che farebbe tanto bene all’Irpinia.

“Ciak Irpinia è solo un’altra tappa nel processo di promozione e valorizzazione del territorio che come consorzio stiamo mettendo in campo – spiega il presidente Stefano Di Marzo –. Le nostre denominazioni sono conosciute in tutto il mondo, ma pochi ne conoscono il luogo d’origine, per questo crediamo che iniziative come questa facciano bene al vino, ma soprattutto all’Irpinia”.
Un giudizio meramente tecnico quello del prof. Luigi Moio: “La scorsa annata è la riprova del potenziale che ha il territorio irpino. Il caldo dell’estate del 2017 non ha fatto nulla di male ai nostri vitigni, perché di inverno l’Irpinia è interessata da fenomeni nevosi e piovosi. Questo fa sì che i suoli argillosi trattenendo l’acqua non risentano della siccità in estate. Certo c’è stata una produzione più bassa, ma dovuta soprattutto alle gelate tardive. Tuttavia la qualità è stata altissima: dalla degustazione emerge che tutto era perfetto, sia zucchero che acidità: i vini sono davvero equilibrati”.

Dalle parole del patron di Quintodecimo si evince che il blind tasting ha premiato gli attori principali di questo Ciak Irpinia, i viticoltori, coloro che vivono le vigne, coloro che patiscono e gioiscono a seconda dei capricci della natura, coloro che hanno sposato in toto la causa del Consorzio intuendo la capacità di vincere insieme nel segno dell’Irpinia. Una sfida che come ricorda Piero Mastroberardino fu lanciata proprio da sua padre, Antonio, il quale con grande lungimiranza segnò le prime fasi di un sodalizio che oggi inizia a dare i suoi primi frutti.

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