Tra eccellenze irpine e campane: a Montoro l’agripizzeria di Casa Barbato

Una pizza gustosa, profumata e a km0. Nicola Barbato raddoppia la proposta ristorativa e apre a Montoro la sua agripizzeria dedicata al meglio del food irpino e campano.

All’interno di Casa Barbato, a pochi passi dall’orto dell’azienda Gb Agricola, un modo rurale di intendere la pizza che diventa l’apoteosi del bio e della filiera corta, ma soprattutto della biodiversità locale. Tutto nel rispetto dell’ambiente e della stagionalità del raccolto.

Protagonista assoluta l’Irpinia con i suoi presidi e le sue eccellenze, ma anche il Cilento, i Monti Lattari e il Vesuvio. Prodotti popolari che evocano la storia del territorio: la cipolla ramata di Montoro, il carciofo preturese, il pecorino Carmasciano, l’aglio dell’Ufita, le soppressate e l’olio Evo.

Attraverso l’arte bianca si mira ad esaltare una rete di eccellenze dell’artigianato, così dal forno escono nuvolette belle e saporite che richiamano l’identità dei luoghi e l’anima di chi le ha pensate.

Lo capisci dal menù dove incontri 11 agripizze che condensano le tradizioni agricole e gastronomiche regionali. Tra le specialità: Terra Mia con carciofo di Montoro, soppressata Biancaniello, fior di latte Caseificio del Principato; Tarantella con pomodorino del Piennolo di Ciro Curcio, olive ammaccate del Cilento, alici di Cetara, origano, rosmarino e basilico; Carmasciando con confettura di cipolla ramata di Montoro, toma irpina, blu di pecora, emozioni all’aglianico e fior di latte. E ancora la sofisticata Genovese, fiore all’occhiello della proposta gourmet di Gb Agricola, a base di genovese di cipolla, fior di latte, pesto di rosmarino e pecorino Carmasciando. Infine, come non citare la Ernesto, ottima nella sua semplicità, è un po’ la rivisitazione elegante della cosacca: ingredienti poveri, ma che conquistano come il pomodorino di Corbara, il formaggio grattugiato, l’origano, il basilico, l’aglio dell’Ufita e l’olio Evo. Un nome che evoca quello del suo ideatore, il maestro Ernesto Palmieri, volto noto del mondo della pizza nostrana che ha scelto per Casa Barbato un blend di farine poco raffinate tali da creare una pasta leggera e ariosa, ben alveolata e digeribile. Il gigante buono di Nusco ha trasferito i suoi segreti nelle mani del pizzaiolo Vincenzo Alfano, a lui Palmieri passa il testimone per portate avanti un’esperienza gastronomica che fonde terroir, saperi e godimento.

L’idea di Casa Barbato con la sua filiera cortissima funziona, qui si celebra la cultura del cibo sano, pulito e giusto dimostrando come la pizza, patrimonio dell’umanità, può riallacciare i fili della terra e del mare, di profumi e sapori di una volta, promuovendo e valorizzando la cultura della grande ricchezza del comparto agroalimentare italiano.

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