Ravece, il viaggio del Mipaaf sulle colline dell’Ufita: “Una DOP piccola, ma unica”

Dalle Colline della Valle dell’Ufita nasce la Ravece, una varietà autoctona di grande pregio, simbolo dell’olivicoltura di qualità in Irpinia. L’olio prodotto da questa oliva dà vita ad un nettare unico al mondo, dal profumo intenso, fruttato con note distinte di pomodoro verde, erbe aromatiche e quel tocco di amaro e piccante che si bilanciano armonicamente.

Il Ravece è un po’ il Taurasi degli oli campani, un nettare che con le sue peculiarità sta conoscendo la ribalta nazionale grazie ad un uso sempre più consapevole dell’EVO in cucina. Ed è in questa prospettiva che si inserisce l’evento organizzato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali in occasione della kermesse: “Olio Extra Vergine. La sua Ricchezza, la nostra fortuna”.

Il Mipaaf ha dato vita ad una campagna di promozione e valorizzazione del succo d’oliva toccando i principali territori riconosciuti per la qualità del loro nettare certificato dal marchio DOP. Un viaggio che ha unito virtualmente la nostra penisola da Nord a Sud e che per un pomeriggio ha fatto scalo presso l’oleificio Fam di Venticano.

Produttori, esperti, giornalisti, cuochi e ristoratori si sono incontrati per celebrare l’Olio nelle sue sfumature più ricercate. Ruolo nevralgico, quello di Maria Luisa Ambrosini, Capo Panel della Camera di Commercio di Napoli che ha guidato i presenti alla scoperta delle qualità organolettiche e delle caratteristiche dell’Extra Vergine attraverso un’analisi sensoriale costituita da un esame visivo, olfattivo e gustativo. Un modo utile per destreggiarsi tra le tante varietà di olive presenti in Italia riconoscendone pregi e difetti, caratteristiche e dettagli. Scaldare, odorare, strippare, questo il ritmo dell’assaggio per percepire le differenze di aromi e sapori e le sensazioni di amaro e piccante presenti negli oli in degustazione.

“Iniziative come queste del Mipaaf servono ad avvicinare e sensibilizzare il consumatore ad un prodotto eccellente come il Ravece – ha spiegato la dott.ssa Ambrosini – Un prodotto non facile da capire per le sue note intense con forti sentori vegetali che rinfrescano i sapori, ma li coprono leggermente. E’ quindi un olio perfetto per esaltare piatti ricchi con sapori decisi”.

Alla campagna di promozione del Ministero plaudono i produttori rappresentati dal presidente del Consorzio Irpinia Colline dell’Ufita, Michele Masucci: “La Ravece è una DOP piccola, ma gode di qualità uniche al mondo. Non è semplice inserirsi nel mercato, perché il Dop si rivolge ad un consumatore particolare, più esperto e comunicarne il valore aggiunto è un lavoro che richiede tempo e aiuto”.

Un aiuto che può arrivare proprio dai ristoratori che hanno l’arduo compito di sensibilizzare l’utente, magari, accompagnando la carta dei vini a quella degli oli. Per questo, il Mipaaf ha lanciato il Circuito Extra Vergine, al quale gli addetti ai lavori possono aderire, gratuitamente, iscrivendosi al piano di comunicazione all’interno del sito www.extraverginidoliva.it

“L’olio è come il vino – ha precisato Nello di Marcantonio, responsabile della campagna di comunicazione del Mipaaf – racconta un territorio con la sua storia e la sua cultura. L’obiettivo è fare lo stesso lavoro che è stato fatto col vino, cercando di comunicarne la superiorità rispetto ad oli commerciali e comuni. Avere in tavola un olio di qualità è un investimento per la salute e per il gusto – ha aggiunto”. Il consiglio di Marcantonio e dell’Ambrosini è non fare economia a tavola perché l’EVO di alta qualità riesce a conferire ad ogni piatto quel gusto inaspettato che evoca sensazioni improbabili anche in ricette semplici e genuine. Lo dimostra il cuoco Giovanni Mariconda, grande cultore e appassionato della materia prima e della storia gastronomica locale. Il patron del Degusta (Avellino) ha presentato un piatto a base di ingredienti poveri per esaltare a pieno il protagonista della manifestazione. “Stiamo celebrando l’Extra Vergine – ha esordito Mariconda – e per questo quale piatto migliore di una maccaronara aglio, olio e peperoncino, piatto che una volta era la festosa conclusione dei lauti banchetti nuziali. Questa ricetta, a base di ingredienti facilmente reperibili, riflette bene le nostre origini: una terra di agricoltori e pastori”.

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