Calvarino, l’elegante Soave Classico di Pieropan

Certe giornate sembrano esistere solo per essere superate. Cielo grigio, nuvoloni carichi di pioggia, freddo, vento. Lo scenario, poi, è quello cittadino, fatto di strade d’asfalto, traffico, clacson impazziti, pozzanghere e gente arrabbiata. Insomma, si corre il rischio concreto di farsi prendere dallo sconforto. Io, però, sono un ottimista per cui a deprimermi non ci penso neanche. Prendo il telefono, faccio scorrere la rubrica e fermo il dito sul numero di Gerardino. Chiamo e al quarto squillo ottengo la seguente risposta: «Prontissimo!».

«Caro amico -faccio io-, avrei da chiederti una cosa: ti andrebbe di anticipare ad oggi la puntata di DiVini Racconti fissata per domani? Sai com’è, sono libero e di starmene a casa proprio non me ne viene». La fortuna, si sa, aiuta gli audaci, e infatti la replica che mi giunge è: «Guarda, sono libero pure io, perciò nessun problema. Anzi, sono felice di anticipare l’appuntamento a oggi perché ho in mente di assaggiare un vino davvero speciale».

Definiamo l’orario: l’incontro è di lì a un paio d’ore. Giusto il tempo di risolvere una questione personale, recuperare un spetto umano, vestirmi e raggiungere l’enoteca Garofalo. Quando arrivo a destinazione il locale è già aperto. Spingo lentamente la porta e infilo la testa. «C’è nessuno?», domando. Non ricevo risposta. Entro, e niente: non vedo anima viva. Mi fermo in mezzo alla sala guardandomi intorno perplesso e quasi mi viene un infarto quando mi accorgo che Gerardino, silenzioso come un ninja, è in un angolo nella penombra, a nemmeno tre metri da me, a sistemare bottiglie sugli scaffali. Fortunatamente è concentrato sul suo lavoro per cui non si accorge del mio sussulto (mi avrebbe canzonato per settimane).

Comunque, terminata l’operazione si gira e mi saluta. Quindi mi suggerisce di togliermi il giaccone e prendere posto ad un tavolo. Seguo il suggerimento e lo guardo andare verso il bancone per recuperare una bottiglia, due calici e qualche grissino di accompagnamento.

Gerardino calici«Allora -domando- qual è il vino speciale che stiamo per assaggiare?»
«Davvero un capolavoro -risponde-, si tratta di un Soave ClassicoCalvarino” del 2012, prodotto dall’azienda Pieropan, storica realtà di Soave in provincia di Verona. E’ un vino che adoro, a base Garganega ma con una buona presenza di Trebbiano».
Devo ammetterlo: la scelta mi incuriosisce per cui sollecito Gerardino a stappare velocemente la bottiglia per passare all’assaggio.

Geradino stappaNon si fa pregare e, archiviata la pratica, annusa il tappo per poi annuire sodisfatto. Quindi prende a riempire i calici. Dalla bottiglia esce un liquido giallo paglierino con riflessi verdognoli. Al naso regala profumi floreali intensi, ma si avvertono nettamente anche la mandorla e un sentore erbaceo che ricorda la lattuga bagnata.

Gerardino versaIn bocca è sorprendente: ricco di aromi e dotato di una buona acidità. Il finale regala una nota leggermente amara.
«E’ un vino molto elegante -sottolinea Gerardino- che può tranquillamente essere servito sia come aperitivo che a tutto pasto».
La domanda nasce spontanea: «Quali sono le pietanze alle quali si accompagna meglio?»
«Sta benissimo sui crostacei -dice- ma è meraviglioso anche con le ostriche, le minestre di verdura, le zuppe di legumi e, in generale, con i pesci grassi. In Veneto viene utilizzato anche per cucinare. Io, ad esempio, ho potuto assaggiare un ottimo capretto al Soave».
Continuiamo a chiacchierare annusando ed assaggiando di tanto in tanto il vino. Col trascorrere dei minuti si apre e gli aromi percepiti in precedenza emergono con maggiore forza e personalità.

BottigliaA un certo punto, pongo a Gerardino la domanda sull’accoglienza di questo Soave da parte degli utenti dell’enoteca. «Devo dire la verità -risponde-, a differenza di altri vini provenienti da fuori regione, il Soave è piuttosto conosciuto qui ad Avellino, tant’è che spesso mi viene richiesto prima che possa proporlo».
Dopo averlo assaggiato, non ho problemi a credere che sia tanto amato. «A richiederlo -riprende Gerardino- sono persone di ogni fascia d’età, ma ho notato che piace soprattutto ai giovani e alle donne. D’altronde, si tratta di un vino delicato e morbido. Insomma, un vino Soave!».

Gerardino parlaE’ proprio così e mi ripropongo di gustarlo nuovamente insieme ad una delle pietanze che sono state precedentemente elencate. Per il momento, però, mi limito a svuotare il calice che ho davanti e a ringraziare Gerardino per l’ottima scelta. Veramente ottima.

 

 

SCHEDA

VINO: Calvarino, 2012
VITIGNO: Garganega 70% Trebbiano 30%
AZIENDA: Pieropan (Soave – Vr)
GRADAZIONE ALCOLICA: 12,5%
FASCIA DI PREZZO: 14 – 19 euro

Stampa
Chinon “Les Terrasses” di Lambert: un tuffo nel Cabernet Franc

Tags:

  • Mostra Commenti (0)

Your email address will not be published. Required fields are marked *

commento *

  • name *

  • email *

  • website *

Ti Potrebbe Interessare

Aglianico, principe d’Irpinia: ecco il Natu Maior

E’ una giornata insolitamente calda per essere fine ottobre. Merito di un forte vento ...

Barbera Superiore del Monferrato: un’emozione dal Castello di Uviglie

La neve ha finalmente abbandonato Avellino e il colore bianco ha smesso di caratterizzarne ...

“Sine Nomine”: il bel Salice Salentino di Torrevento

L’universo vino, lo abbiamo imparato ormai, è vastissimo. Tra vitigni, stili di vinificazione, terroir ...

Autinbej Ca’ del Baio: è tempo di Barbaresco!

L’appuntamento odierno è un appuntamento speciale. Perché? Semplice, io e il buon Gerardino abbiamo ...

Yaso, dalla Spagna un’emozione chiamata Tinta de Toro

La Spagna è una terra estremamente interessante sotto il profilo enologico. Indubbiamente meno conosciuta ...