Yaso, dalla Spagna un’emozione chiamata Tinta de Toro

La Spagna è una terra estremamente interessante sotto il profilo enologico. Indubbiamente meno conosciuta di Italia, Francia e Stati Uniti, ma, al pari loro, capace di regalare autentici capolavori.

Recentemente ho avuto modo di provare diversi vini provenienti da quell’area, e devo dire che, anche quando non mi hanno soddisfatto a pieno, hanno comunque dimostrato di avere un bel potenziale.

Per questo motivo, quando la scorsa settimana Gerardino mi ha annunciato che presto avremmo assaggiato un vino spagnolo, ne sono stato felicissimo. Certo, ho dovuto far finta di non sentire il commento del buon Carlo Landolfo (che il Signore abbia pietà della sua anima!) che ha esclamato «ma perché, pure in Spagna si fa il vino?», ma questa è un’altra storia.

Giunto all’enoteca Garofalo ho trovato Gerardino alle prese con un po’ di lavoretti in cucina. Ci siamo salutati, quindi l’ho lasciato alle sue faccende andandomene in giro per il locale a buttare un occhio alle etichette esposte.

«Arrivo subito – grida a un certo punto Gerardino -, tu inizia a prendere posto».

GERARDINO CALICI Divini Racconti Garofalo vineriaSeguo l’indicazione e me ne sto qualche minuto in contemplazione fino a quando non lo vedo uscire dalla cucina e puntare dritto al bancone.
«Come ti avevo annunciato -attacca- oggi faremo un viaggio in terra spagnola. Un viaggio a mio avviso emozionante, che ti lascerà senza parole».
La curiosità cresce perciò allungo il collo per provare a capire da lontano che razza di bottiglia sia quella che è appena comparsa sul bancone insieme a due calici.
«E’ uno Yaso del 2013 -dice Gerardino avvicinandosi-, vino strepitoso che si è visto assegnare dal celebre Robert Parker la bellezza di 93 punti». Yaso è prodotto con un uvaggio 100% Tinta de Toro dall’azienda “Companìa de Vinedos Iberian“, storica realtà di Toro, in provincia di Zamora.

GERARDINO STAPPA Divini Racconti Garofalo vineriaLe aspettative sono alte e, come sempre in questi casi, temo la delusione, ma la bottiglia scura, la sua eleganza, tendono a rassicurarmi.
«Non ho ancora avuto modo di assaggiarlo – afferma Gerardino, mentre dà inizio all’ operazione di stappamento-, ma ho letto da qualche parte che a contraddistinguere questo vino sia un odore di cioccolato bianco. Sono proprio curioso di sentirlo».

BOTTIGLIA Divini Racconti Garofalo vineriaIn realtà sono curioso anche io perciò osservo con grande attenzione quel liquido rosso rubino impenetrabile che lentamente va a riempire i bicchieri. I riflessi sono porpora, ma a colpire è l’intensità del colore: ricorda la confettura di more.
Al naso è una festa di aromi. Ebbene sì, il cioccolato bianco si sente davvero, ma non è l’unica nota dolce. C’è la cannella, c’è la crema, ma ci sono anche frutti rossi e maturi come il ribes e l’amarena.
Il primo impatto con la bocca, invece, è leggermente aggressivo, a dimostrare una tannicià importante, ma c’è anche una buona acidità che lo rende fresco malgrado i suoi 14 gradi alcolici. La persistenza è ottima: sembra voler rimanere sulla lingua in eterno.

NOI DUE ASSAGGIO Divini Racconti Garofalo vineriaDavvero un grande vino, penso tra me, e provo ad immaginarlo bevuto tra qualche anno, quando i tannini si saranno levigati.
Per Gerardino si tratta di «un nettare eccezionale» e prima che gli chieda quali siano gli abbinamenti gastronomici più adatti sottolinea: «Lo berrei su una magnifica fetta di carne cotta alla brace. Sicuramente, però, starebbe bene anche su un bel tagliere di formaggi stagionati. Ma lo ripeto -prosegue-: appena l’ho assaggiato, nella mia mente si è formata l’immagine di una grigliata enorme».

BICCHIERE Divini Racconti Garofalo vineriaNon posso che condividere il suo pensiero e, in mancanza della bisteccona, mi lancio sui salamini che riposano placidamente in una ciotola al centro del tavolo.
Col trascorrere dei minuti, il vino si addolcisce in bocca, cedendo un minimo di aggressività. Gli aromi si fanno più definiti e quel sentore di cioccolato bianco iniziale diventa netto, inequivocabile.

CARLETTO3 Divini Racconti Garofalo vineriaSono davvero molto colpito per cui invito Carlo (sì quello della domanda sull’esistenza del vino in Spagna), che nel frattempo ci ha raggiunti, a prendere un bicchiere e a darsi all’assaggio.
Non si fa pregare e dopo averlo fatto guarda sia me che Gerardino ed esclama: «Ok, scusatemi. Non parlo più!».

 

SCHEDA

VINO: Yaso, 2013
VITIGNO: Tinta de Toro 100%
AZIENDA: Companìa de Vinedos Iberian
GRADAZIONE ALCOLICA: 14%
FASCIA DI PREZZO: 10 – 15 euro

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