Laràn Laràn, dalla Ribera del Duero un magnifico Tinto Fino

Archiviata la parentesi argentina, per me e Gerardino è giunto il tempo di tornare in Europa. La meta è la Spagna, più esattamente la Ribera del Duero, zona famosa in tutto il mondo per i suoi vini rossi.

L’assaggio di questa settimana, a causa di una serie di impedimenti, si svolge in tarda serata, per cui dobbiamo fare i conti con la stanchezza di una giornata intera di lavoro. Tuttavia, si sa, la prospettiva di un buon bicchiere di vino, rende le fatiche più sopportabili.

Ma c’è dell’altro: ad accogliermi in enoteca, oltre al buon Gerardino, c’è una canzone che adoro: Have you ever seen the rain dei Creedence Clearwater Revival. Insomma, l’umore da nero che era inizia ad assumere una strana colorazione grigio chiaro.

Gerardino, appena mi vede, mi invita ad accomodarmi ad un tavolo e, senza dire una parola, si dirige verso gli scaffali alle mie spalle per recuperare la bottiglia. Con questa tra le mani, quindi, va a prendere due calici al bancone.

Io ho avuto giusto il tempo di togliermi il giaccone e riprendere fiato, quando vedo Gerardino avvicinarsi ed annunciare: «Stasera assaggeremo un vino davvero interessante, il Tinto Fino di Laràn Laràn».

BOTTIGLIA OKLa mia curiosità è già di per sé proverbiale, ma quando Gerardino si avvicina e mi mostra la bottiglia cresce a dismisura. Sull’etichetta, infatti, campeggiano i disegni di diversi animali fiabeschi la qual cosa proprio non si sposa con l’idea di vino che ho in mente. Mi aspetto, infatti, un nettare strutturato, importante, probabilmente austero, per cui ritrovarmi davanti una bottiglia così “allegra” mi coglie davvero di sorpresa.
Gerardino sembra avermi letto nel pensiero. Infatti, inizia a stappare la bottiglia, guardandomi di sottecchi con un mezzo sorrisetto. Quindi, a volermi tranquillizzare, esclama: «Stai tranquillo, sentirai che vino!»

STAPPALo osservo con attenzione mentre completa l’operazione e resto affascinato quando versa il vino nei calici.
Il colore è rosso rubino intenso, impenetrabile, con riflessi marcatamente granati. Al naso presenta una spiccata nota floreale, di viola, ma è altrettanto netta la componente fruttata, mora, mirtillo, amarena, che sfuma in una piacevolissima sensazione speziata.
In bocca è sorprendente: il tannino è delicatissimo, il contatto con la lingua è vellutato e mostra una buona acidità. Il finale è lungo e gradevole.

Devo avere stampata una espressione di meraviglia sul volto perché Gerardino inizia a ridere e mi dà una pacca sulla spalla.
Io prima mi complimento con lui per la scelta, quindi gli chiedo quali siano i piatti su cui consiglia di bere il Laràn Laràn.
«Senza dubbio –risponde- lo consiglio sulle carni: dal manzo al cervo, dall’agnello al camoscio. Tuttavia, anche su un bel tagliere di salumi e formaggi di media e lunga stagionatura farebbe la sua bella figura».

PARLIAMOCondivido l’analisi, tant’è che continuo a degustarlo accompagnandolo a delle magnifiche fette di capicollo e di prosciutto crudo locali che Gerardino, tra una chiacchiera e l’altra, ha provveduto a piazzare al centro del tavolo.
Gli domando che accoglienza ha avuto questo vino in enoteca e ammette che «non è mai stato particolarmente richiesto per il semplice fatto che non è molto conosciuto», allo stesso tempo, però, evidenzia che «ogni volta che qualcuno lo ha assaggiato è sempre rimasto positivamente colpito, soprattutto grazie alla sua delicatezza».

Devo dire che anche io sono rimasto sorpreso per la stessa ragione. E’ un vino davvero delicato e i suoi 14 gradi alcolici, che potrebbero spaventare chi si accinge a berlo, in bocca non si percepiscono affatto.
Con il trascorrere dei minuti, il Laràn Laràn fa emergere una bella nota di frutta secca, il fico, e anche la sensazione speziata si fa più netta.

Che dire, davvero un bel vino. Alla prossima!

SCHEDA

VINO: Tinto Fino, 2014
VITIGNO: Tinto Fino 100%
AZIENDA: Laràn Laràn
GRADAZIONE ALCOLICA: 14%
FASCIA DI PREZZO: 18 – 23 euro

Stampa
Il Lagrein di Terlano: lo “scuro” che piace a tutti
Autinbej Ca' del Baio: è tempo di Barbaresco!

Tags:

  • Mostra Commenti (0)

Your email address will not be published. Required fields are marked *

commento *

  • name *

  • email *

  • website *

Ti Potrebbe Interessare

“Sine Nomine”: il bel Salice Salentino di Torrevento

L’universo vino, lo abbiamo imparato ormai, è vastissimo. Tra vitigni, stili di vinificazione, terroir ...

Candriano, l’elegante campi taurasini di Colli di Castelfranci

La primavera è finalmente arrivata. L’aria da diversi giorni s’è fatta dolce e il ...

Grand Enclos du Chateau de Cérons: un tuffo pieno nelle Graves

Altro giro, altra corsa! Non si fermano i nostri assaggi enologici settimanali (anche se ...

Un tuffo nel vino austriaco: ecco il Grüner Veltliner di Salomon

Freddo, neve e raffiche di vento in grado di lasciare graffi rossi e dolorosi ...

Autinbej Ca’ del Baio: è tempo di Barbaresco!

L’appuntamento odierno è un appuntamento speciale. Perché? Semplice, io e il buon Gerardino abbiamo ...