Vinitaly: Oi Nì, il “Fiano Alsaziano” di Tenuta Scuotto

A prescindere dal giudizio che ognuno può esprimere su una manifestazione come il Vinitaly, due fatti sono evidenti: rappresenta una vetrina importante per tanti vignaioli ed offre l’opportunità ad appassionati e addetti ai lavori, nel giro di poche ore, di degustare centinaia di vini.

E’ questo secondo aspetto ad interessarci, tant’è che la nostra trasferta in terra veronese è stata effettivamente segnata da assaggi e degustazioni di ogni sorta.

Naturalmente, partiamo dall’Irpinia, che, come era facile prevedere, ha riscosso uno strepitoso successo di pubblico. La prima azienda che segnaliamo è Tenuta Scuotto.

Ad accoglierci allo stand è il giovane titolare Adolfo, che ci presenta il suo Oi Nì 2013.
Vino estremamente interessante, prodotto con uve 100% Fiano, che nasce da vigneti di Lapio di circa 15-20 anni. «Alle radici di questo vino -ci spiega Adolfo- c’è una visione: quella di dar vita ad un prodotto unico».
Non è stato facile. «La qualità media del Fiano -evidenzia – era già alta per cui, per raggiungere l’obiettivo che avevamo in mente, non potevamo che percorrere una strada nuova».

Di qui la decisione di adoperare botti alsaziane per la fermentazione. «Dopo una pressatura soffice il vino passa nelle botti dove fermenta ad una temperatura controllata di 7 gradi». La fermentazione dura circa 10 mesi, quindi il nettare va a riposare in acciaio e ci resta per un mese prima di finire in bottiglia.

A venire fuori è un vino fresco ma di notevole struttura, di cui colpiscono la morbidezza e l’eleganza. Al naso la vera sorpresa: al frutto giallo si unisce una sfumata, ma allo stesso tempo riconoscibilissima, nota di idrocarburo che fa volare il pensiero ai Riesling dell’Alsazia. Lo facciamo notare ad Adolfo che con soddisfazione commenta: «Qualcuno lo ha già ribattezzato “Fiano Alsaziano“». In bocca è pieno ed equilibrato, con un finale lungo ed intenso.

Chissà, forse non tutti condivideranno l’espressione “Fiano Alsaziano”, tuttavia ci pare di poter dire che se la sfida era quella di dar vita e un vino unico, riconoscibile ed elegante, allora è stata vinta.

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