Candriano, l’elegante campi taurasini di Colli di Castelfranci

La primavera è finalmente arrivata. L’aria da diversi giorni s’è fatta dolce e il sole che splende alto nel cielo mette davvero gioia di vivere. Mi reco verso l’enoteca Garofalo fischiettando e per la prima volta non mi interrogo nemmeno sul vino che berremo: sono entusiasta e aperto ad ogni soluzione.

Entro nel locale e trovo Gerardino alle prese col suo nuovo spillatore da birra. Mi avvicino per salutarlo, poi mi metto a gironzolare tra gli scaffali buttando un occhio alle bottiglie esposte.

«Vengo subito -urla a un certo punto- finisco di sistemare questo affare e sono da te».

GERARDINO CALICISmetto di ciondolare e vado a prendere posto ad un tavolino. Passano solo due minuti e Garardino mi raggiunge con due calici, una bottiglia borgognotta e un sorrisone stampato sul viso.

«Oggi -dice-, dopo tanti assaggi d’oltralpe, torniamo in Italia. Anzi in Irpinia. Ho selezionato un bel campi taurasini dell’azienda Colli di Castelfranci, il Candriano, e credo che avremo una degustazione davvero interessante».

La scelta mi intriga. D’altro canto, per quanto mi abbia fatto piacere nelle ultime settimane spaziare tra i vini di Francia, Spagna, Austria e America Latina, ho avvertito un po’ di nostalgia dei nettari di casa. Inoltre, il campi taurasini è una meravigliosa espressione dell’Aglianico e quando è ben lavorato può competere con i migliori Taurasi. Non possiamo dimenticare, infine, che la zona di Castelfranci è certamente tra le più vocate per la produzione di questa tipologia di vino.

GERARDINO VERSAGerardino stappa la bottiglia e, dopo una lunga e soddisfacente annusata del tappo, provvede a riempire i calici. Il liquido che vedo scorrere sul vetro è di un colore rosso rubino carico con riflessi granati.

Al naso è davvero gradevole. Ad emergere sono piccoli frutti rossi maturi, mirtilli e ribes, ma anche una bella nota di gelso che sfuma in una lievissima sensazione erbacea.

In bocca è sorprendente. L’ingresso è elegante, morbido, con un tannino per niente aggressivo. La sensazione fruttata è netta e sul finale, piuttosto lungo, consegna un sentore di crema. Buona l’acidità.

«E’ un vino che adoro -dice Gerardino- e vista la delicatezza, per certi versi inattesa se si considera che parliamo di un vino prodotto con uve Aglianico, capisco la scelta di questa tipologia di bottiglia».

GERARDINO ANNUSAGli chiedo in che modo venga accolto dagli utenti dell’enoteca. «Molto bene -afferma Gerardino-, sia perché è un vino irpino e quindi conosciuto, ma anche e soprattutto per la delicatezza di cui parlavo prima. Piace infatti sia agli uomini che alle donne e non è un caso che spesso gli avventori, dopo averlo provato qui, ne comprino una bottiglia da portare a casa».

E’ un vino davvero piacevole e lo vedrei bene con formaggi semi stagionati, salumi di maiale e primi piatti con ragù importanti. Gerardino, invece, vorrebbe provarlo su «uno stracotto o, in generale, su carni brodose».

Che dire, un vino che sentiamo di consigliare a chi ha voglia di conoscere le meraviglie del campi taurasini. E noi che, invece, queste meraviglie le conosciamo già ci vediamo moralmente costretti a fare un bis, per cui: «Caro Gerardino, versane ancora un po’ che il calice piange!»

SCHEDA

VINO: Candriano, 2010
VITIGNO: Aglianico 100%
AZIENDA: Colli di Castelfranci
GRADAZIONE ALCOLICA: 13,5%
FASCIA DI PREZZO: 10 – 15 euro

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