“Sine Nomine”: il bel Salice Salentino di Torrevento

L’universo vino, lo abbiamo imparato ormai, è vastissimo. Tra vitigni, stili di vinificazione, terroir e quant’altro, il rischio di fare confusione è davvero elevato. Così come è elevato il rischio di affibbiare generiche etichette poco lusinghiere a vini che, al contrario, hanno enormi potenzialità.

Qualche giorno fa ho incontrato un amico e ci siamo messi a chiacchierare. A un certo punto, ha iniziato a dire peste e corna di un Salice Salentino che aveva bevuto un paio di giorni prima.

Al netto del sapore che potesse avere quella bevanda, la cosa che proprio non ho digerito è stata l’espressione utilizzata: «Il Salice Salentino -ha detto- è tremendo, davvero imbevibile». Un giudizio definitivo, che non lascia spazio ad appelli.

Gli ho spiegato che tra vini di una stessa denominazione ci può essere un abisso e che, probabilmente, ha avuto solo la sfortuna di beccare una bottiglia scadente, tuttavia, malgrado i miei sforzi, alla fine non mi è parso troppo convinto.

Di qui, l’idea di chiedere al buon Gerardino, in occasione del nostro assaggio settimanale, di individuare un buon Salice Salentino. La risposta, come sempre, è stata affermativa.

***

Complice il ritorno del bel tempo, esco di casa con netto anticipo rispetto al solito per cui giungo all’enoteca Garofalo che Gerardino sta ancora armeggiando con la serratura. Mi saluta un po’ perplesso per la sospetta puntualità, quindi, aperta la porta, mi invita ad entrare nel locale.

Lui va ad accendere luci e riscaldamento e inizia a mettere un po’ in ordine, io, invece, mi tolgo il giaccone e prendo posto al tavolo che dà sulla vetrata d’ingresso.

Gerardino calici«Come stabilito nei giorni scorsi -dice Gerardino dirigendosi verso il bancone- oggi berremo Salice Salentino. Nello scaffale ho trovato una bottiglia davvero interessante: è il “Sine NomineRosso Riserva Doc dell’azienda Torrevento, bella realtà produttiva con sede a Corato, in provincia di Bari».

Ho pensato molto a questa degustazione per cui la curiosità mi assale. Senza dire una parola, guardo Gerardino che, dopo aver recuperato la bottiglia e un paio di calici, si avvicina sorridente. «E’ un vino piuttosto maturo -riprende- considerato che parliamo dell’annata 2005. Ma vini del genere, quando sono ben lavorati, a distanza di anni danno il meglio».

Ne sono convinto anche io perciò mi aspetto grandi cose dalla degustazione.

Gerardino tappoGerardino stappa la bottiglia e annusa il tappo. Lo fa per qualche secondo in più del solito, la qual cosa mi fa temere il peggio. E invece no. «Credo che lo abbiamo aperto proprio al culmine della sua maturazione -dice soddisfatto-, e sono certo che assaggiandolo ne avremo la conferma».

Meglio così, penso io, mentre un liquido di colore rosso rubino intenso, con lievi sfumature aranciate, inizia a riempire il calice.

Lo osservo con attenzione, quindi faccio roteare il bicchiere prima di infilarci il naso dentro. L’odore è strepitoso: frutta rossa matura, amarena, confettura di ciliegia e una leggerissima nota mielata. In bocca è vellutato, morbido, ancora dotato di una certa acidità che mitiga quell’esplosione di frutta matura e addolcisce un grado alcolico non pesantissimo, ma consistente (13,5%). Insomma, davvero un vino notevole.

«A me piace tantissimo il Salice Salentino Rosso -dice Gerardino- e devo dire che quando lo propongo ai clienti in enoteca riscuote sempre un buon successo. E pensare che le uve pugliesi in passato venivano per lo più utilizzate per tagliare i vini del Nord Italia, ma anche francesi, ritenuti più pregiati».

BottigliaGli chiedo quali siano gli abbinamenti migliori. «E’ perfetto -afferma- con la pasta asciutta, i formaggi di media e lunga stagionatura, la selvaggina, ma io lo proporrei anche sulle carni cotte al forno, soprattutto l’agnello».

A questo punto inizia un ragionamento relativo alla sottovalutazione di determinati vini, mentre, ad intervalli regolari, continuiamo ad annusare ed assaggiare il “Sine Nomine“. Col trascorrere dei minuti si apre meravigliosamente e gli odori, in pima battuta leggermente aggressivi, acquistano nobiltà ed eleganza.

Io bottiglia

Andiamo avanti per una mezzoretta a chiacchierare, finché non decretiamo la fine della degustazione. Mi infilo il giaccone e stringo la mano a Gerardino dandogli appuntamento alla prossima settimana, quindi esco dal locale. L’aria fredda mi investe riportandomi al mondo reale mentre, lentamente, mi avvio verso casa percorrendo il corso di Avellino. La Puglia, penso tra me, è proprio una terra meravigliosa e i suoi vini non hanno nulla da invidiare a quelli ben più blasonati prodotti nelle regioni del Nord. Davvero nulla.

SCHEDA

VINO: Sine Nomine, 2005
VITIGNO: Negramaro 90% Malvasia Nera 10%
AZIENDA: Torrevento (Corato – Ba)
GRADAZIONE ALCOLICA: 13,5%
FASCIA DI PREZZO: 9 – 14 euro

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